Garlasco, Sempio parla del Dna nel caso Poggi. Il momento arriva ora, dopo mesi di silenzio e attesa. Andrea Sempio prende la parola davanti alle telecamere di “Quarto Grado”. Lo fa mentre una consulenza tecnica appena depositata torna a spostare l’attenzione su uno dei punti più delicati dell’inchiesta: il Dna. È da qui che la storia torna ad essere notizia. Non per una decisione giudiziaria, ma per quello che emerge, per come viene raccontato, per il peso che ha ancora oggi.
A quasi diciotto anni dall’omicidio di Chiara Poggi, Garlasco si ritrova di nuovo al centro del racconto nazionale.
«In questi mesi il Dna un peso»
Andrea Sempio, 38 anni, è indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa nella sua abitazione di Garlasco il 13 agosto 2007. Nelle ultime settimane è stata depositata la consulenza della dottoressa Albani, che ha analizzato elementi genetici già presenti negli atti, in particolare il Dna rinvenuto sotto le unghie della vittima.
Sempio ha commentato l’esito della consulenza nel corso della trasmissione “Quarto Grado”, condotta da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero. Secondo quanto riferito dall’indagato, il contenuto della perizia non rappresenta una sorpresa.
«In buona sostanza ha confermato quello che anche i miei consulenti mi ripetevano da mesi», ha spiegato. «Sono però molto contento che sia arrivata finalmente perché questa cosa del Dna è stato il grosso peso che ho avuto sulle spalle in tutti questi mesi».
La consulenza non chiude l’indagine, ma ne diventa uno snodo centrale.
Le parole di Sempio lasciano il segno
Il caso Poggi continua a incidere su un territorio che non ha mai davvero archiviato quella mattina d’estate del 2007. Garlasco, la provincia di Pavia, ma anche l’opinione pubblica più ampia, seguono ogni sviluppo con attenzione.
Il tema del Dna, in particolare, è diventato negli anni il simbolo della ricerca di una risposta definitiva. Per i cittadini, non è solo un elemento tecnico. È il punto su cui si concentrano aspettative, dubbi, speranze di chiarezza.
Quando un indagato interviene pubblicamente, l’effetto va oltre la sua posizione personale. Le sue parole finiscono per incidere su una comunità che da anni convive con una storia mai del tutto chiusa, con un processo mediatico che accompagna quello giudiziario.
Il dettaglio della linea paterna del Dna
Nel racconto di Sempio c’è un passaggio che prova a rimettere ordine su uno degli aspetti più discussi: la cosiddetta linea paterna del Dna.
«In giro vedo un sacco di interpretazioni un po’ tirate per i capelli», dice. «Come se qualcuno volesse vederci del male a tutti i costi».
Poi entra nel merito. «Si parla di linea paterna, e tutti associano all’idea papà, nonno, fratelli. Ma in realtà sarebbe la linea patrilineare, che prende da quando quell’Y, quella linea familiare, si è originata in Italia».
Secondo questa spiegazione, il profilo genetico potrebbe non rimandare a un parente diretto attuale. «Può anche essere che 500 anni fa, quando si è creata la linea familiare che oggi è portata ai Sempio, in giro in Italia ci siano altre persone che condividono questa cosa e che oggi non siano imparentate con me».
È questo dettaglio a spostare il racconto dal piano immediato a uno più ampio, fatto di interpretazioni tecniche e di distanza temporale.
Le stanze dei videogiochi nel caso Garlasco
Sempio affronta anche il tema del Dna rinvenuto sulle unghie di Chiara Poggi. Una delle tracce più discusse dell’intero procedimento.
«Ci sono sicuramente stanze in cui io passavo più spesso il tempo», racconta. «Erano legate principalmente al fattore videogiochi, quindi la saletta al piano di sotto e la camera di Chiara».
Secondo la sua ricostruzione, quella frequentazione abituale potrebbe spiegare una possibile contaminazione. «Erano le stanze dove io passavo più tempo e dove immagino ci sia stata più probabilità di contaminazione».
Aggiunge che il quadro è più ampio. «Ci sono anche tanti altri punti che abbiamo ricostruito durante questi incontri. Quando sarà il momento ne parleremo, ne parleranno i miei consulenti».
Sul tema delle fotografie che lo ritraggono all’esterno della casa dei Poggi il pomeriggio del 13 agosto 2007, Sempio minimizza l’impatto. «All’inizio ho pensato: “Oddio, cosa vuol dire questa cosa?”». Poi, una volta viste, «mi sembrano una conferma di quello che ho detto. Non vedo perché abbiano fatto così scandalo».
Sempio: «Mi fido dei miei avvocati»
La consulenza Albani entra ora nel confronto tra le parti. Non rappresenta una conclusione, ma un elemento che verrà valutato nel prosieguo delle indagini.
Sempio, al momento, non si è sottoposto a interrogatorio. Una scelta che definisce condivisa con i suoi avvocati. «È una scelta difensiva condivisa», spiega. «Io mi fido dei miei avvocati, seguo quello che dicono loro. Qualora riterranno che sarà il momento di farsi sentire, lo faremo».
Nei prossimi mesi potranno esserci ulteriori approfondimenti tecnici, verifiche e valutazioni da parte degli inquirenti. Il quadro resta in movimento, senza decisioni immediate.
L’amplificazione mediatica
Il caso Garlasco continua a sollevare una questione che va oltre questa singola vicenda: il rapporto tra prove scientifiche, tempo e narrazione pubblica.
Il Dna è spesso percepito come una prova assoluta. Ma quando si parla di tracce minime, risalenti a molti anni prima, il rischio di letture semplificate cresce. La comunicazione mediatica finisce per amplificare ogni elemento, trasformandolo in una possibile svolta o in un nuovo sospetto.
Non è un problema che riguarda solo Garlasco. È una dinamica che si ripete in molti casi di cronaca giudiziaria, dove la scienza entra nel dibattito pubblico senza filtri e senza il tempo necessario per essere compresa fino in fondo.
Peso più leggero davvero per Sempio?
Andrea Sempio dice che il peso del Dna oggi è più leggero. Ma il caso Poggi resta sospeso tra analisi, interpretazioni e attese. La consulenza è un passaggio, non un punto fermo.
La verità giudiziaria deve ancora compiere il suo percorso. E mentre Garlasco torna a interrogarsi, resta aperta una domanda che accompagna questa storia da anni: quanto manca davvero perché questa vicenda trovi una risposta definitiva?

