Dopo una serie di rinvii, partirà a gennaio il processo per tre persone – due italiani e un immigrato – coinvolte in un sistema illecito di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina tra Nocera Inferiore e Sant’Egidio del Monte Albino. Si tratta di un giudizio stralcio del principale filone che l’anno scorso aveva portato a processo 26 imputati.
Le accuse riguardano un giro di matrimoni fittizi, utilizzati come stratagemma per ottenere permessi di soggiorno. Tra i beneficiari c’erano principalmente donne marocchine unite in matrimonio con cittadini italiani dietro il pagamento di denaro o altre utilità, con lo scopo di ottenere la permanenza in Italia attraverso celebrazioni fasulle ed evitare così l’espulsione.
Agli intermediari – tra cui una donna e un extracomunitario – era affidato il compito di mediare tra le comunità locali e quelle straniere insediate nei quartieri periferici e nei centri storici dell’Agro nocerino, con particolare riferimento al territorio di Scafati.
Il caso si riallaccia a una vicenda simile avvenuta a Pagani, dove due persone, inizialmente coinvolte nello stesso filone e poi stralciate, sono finite a giudizio per le stesse accuse. In quel caso, una ragazza pagò 2mila euro a un uomo nato in Algeria per contrarre matrimonio, con somme che in alcuni casi arrivavano anche a 8mila euro. Lo scopo, anche in questo caso, era consentire allo straniero di ottenere il permesso di soggiorno e regolarizzare la sua posizione secondo la normativa italiana sull’immigrazione.
Il processo per i tre imputati inizierà ufficialmente a gennaio, dopo diversi rinvii.

