Polemiche politiche sul “fallimento” delle politiche ambientali.
di Marco Visconti
Percentuali da maglia nera per la raccolta differenziata nel Comune di Pagani, che secondo l’ultima classifica annuale di Legambiente dedicata ai “Comuni ricicloni” si posiziona all’ultimo posto in Campania con appena il 13,65%. Un dato molto distante dalla media regionale, che supera il 55%, e che riaccende il dibattito sul tema dei rifiuti in città.Nel frattempo, la ditta Econova, subentrata da poco nella gestione del servizio di igiene urbana, rende noto che la raccolta differenziata partirà ufficialmente dal 12 gennaio. L’azienda sta avviando in questi giorni una campagna di sensibilizzazione rivolta ai cittadini, annunciando nel contempo che saranno previste sanzioni per i trasgressori.
Secondo Econova, uno dei problemi principali riguarda la difficoltà di modificare abitudini consolidate nella popolazione: “Educare i cittadini alle buone pratiche non è semplice, visto che per anni – spiegano dall’azienda – sono stati abituati a un sistema completamente diverso”. A complicare ulteriormente la situazione c’è la presenza di circa 200 esercizi commerciali che si affidano a ditte private per lo smaltimento dei rifiuti, elemento che rende più complessa la gestione complessiva del ciclo urbano.
Sul tema interviene con durezza la consigliera comunale di minoranza Anna Rosa Sessa (Italia Viva), che parla apertamente di “fallimento totale delle politiche ambientali” dell’amministrazione comunale.«Maglia nera. Pagani ultima in Campania per raccolta differenziata nell’annuale classifica di Legambiente – dichiara Sessa –. Un dato imbarazzante che certifica il fallimento dell’amministrazione. In 5 anni non è stata messa in campo alcuna iniziativa efficace per incrementare la differenziata, mentre i costi del ciclo dei rifiuti restano altissimi. Nemmeno il passaggio da Sam a Econova ha portato miglioramenti, anzi: molte delle migliorie tecniche previste in sede di appalto non sono state attuate».
La consigliera sottolinea inoltre le ricadute economiche e ambientali sulla cittadinanza: «I cittadini pagano bollette sempre più pesanti e assistono a un peggioramento della qualità della vita. Eppure, nel 2020 la raccolta differenziata aveva superato il 40%».

