Sciopero generale contro la manovra di Bilancio

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La Cgil ha proclamato uno sciopero generale nazionale per venerdì 12 dicembre, esteso a tutti i settori pubblici e privati per l’intera giornata, in risposta a quella che il sindacato definisce una manovra di bilancio ingiusta. Sono previste manifestazioni in tutto il Paese, dal Nord al Sud, con cortei e comizi a Firenze, Roma, Napoli e altre città.

A Firenze, il segretario generale Maurizio Landini parteciperà al concentramento in piazza Santa Maria Novella alle 9 per poi concludere il corteo in piazza del Carmine. A Roma, la manifestazione partirà da Piazza Vittorio Emanuele II per arrivare in via dei Fori Imperiali.

Il sindacato motiva la mobilitazione chiedendo: aumenti di salari e pensioni, stop all’innalzamento dell’età pensionabile, contrasto alla precarietà, riforma fiscale equa, investimenti in sanità e istruzione e politiche industriali efficaci.

Trasporti e servizi pubblici

Per quanto riguarda i trasporti, lo sciopero coinvolgerà il personale del Gruppo FS Italiane dalle 00:00 alle 21:00, con possibili cancellazioni e ritardi anche oltre l’orario indicato. Per il trasporto regionale, sono garantiti i servizi essenziali dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21. Il trasporto aereo non è interessato, ma si raccomanda di verificare gli aggiornamenti prima di partire.

Scuole, ospedali e uffici pubblici potrebbero subire interruzioni nei servizi non essenziali. In Piemonte, la Cgil segnala otto piazze di mobilitazione in tutta la regione, mentre in Campania è previsto un corteo a Napoli con partenza da piazza del Gesù alle 9, che arriverà in piazza Municipio per gli interventi dei delegati, studenti, pensionati e associazioni.

Critiche e polemiche

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, pur riconoscendo il diritto allo sciopero, ha criticato la Cgil, definendo l’iniziativa “un’azione politica più che sindacale”. Secondo Ciriani, la scelta di scioperare in assenza di adesione da parte di Cisl e Uil conferma questa impostazione, sottolineando che la moltiplicazione degli scioperi rischia di creare disagi senza apportare benefici concreti.

Motivazioni sindacali

Secondo la Cgil, negli ultimi tre anni le lavoratrici e i lavoratori hanno subito un aumento fiscale di 25 miliardi, con un impatto fino a 2.000 euro annui sul reddito medio. La manovra, a loro avviso, non restituisce risorse ai servizi essenziali e peggiora le prospettive pensionistiche e lavorative, soprattutto per i giovani. In Campania, il sindacato segnala che la retribuzione media è inferiore di circa 500 euro rispetto alla media nazionale, mentre il drenaggio fiscale è più consistente.