Si apre nel pomeriggio, alle 15:00 in punto, la conferenza stampa di José Mourinho al Benfica Campus, alla vigilia della sfida di Champions League tra Benfica e Napoli, ultimo impegno del girone unico. Una gara che pesa e che può indirizzare il cammino europeo dei portoghesi, costretti a inseguire e obbligati alla prestazione perfetta contro una formazione che, seppur falcidiata dagli infortuni, ha ritrovato identità, intensità e risultati.
Il tecnico lusitano si presenta calmo, ma con le idee chiare. Nessun giro di parole, nessuna concessione al sentimentalismo. Solo campo, tattica e necessità assoluta di fare punti.
Mourinho: “Conosco bene il Napoli, e ora è più forte”
Il primo tema è subito la forza degli azzurri in una partita come Benfica-Napoli. Mourinho lo dice senza mezzi termini: conoscere i campioni d’Italia può aiutare, ma non basta per sentirsi favorito. Anzi, il portoghese sottolinea come il Napoli sia cresciuto nel corso della stagione: “Gioca in modo diverso rispetto a inizio anno, e mi piace più così”. Una frase pesante, che certifica la stima per il lavoro di Conte e allo stesso tempo mette pressione sulla propria squadra.
Il Benfica arriva da prestazioni positive ma segnate da errori individuali che hanno pesato come macigni, sia in campionato che contro il Chelsea: un dettaglio su cui Mourinho batte forte.
Niente alibi: “Parlare degli assenti non ha senso”
Il tema infortuni è inevitabile, soprattutto considerando le assenze pesanti nel Napoli. Ma Mou taglia corto, e lo fa con ironia: “Non mi faccia ridere con chi manca. Se non c’è De Bruyne ma c’è McTominay cambia poco. Guardate chi gioca, non chi non c’è”. Chiaro il messaggio: nessuna conferenza sarà usata per giustificare risultati o scelte. L’unico obiettivo è la vittoria.
Il tecnico ribadisce di non pensare al mercato: vuole sfruttare chi ha oggi, non chi potrebbe arrivare. La priorità è la gara, il resto è rumore di fondo.
Giovani e responsabilità: “Devono sbagliare senza paura”
Uno dei passaggi più interessanti riguarda i talenti emergenti. Mourinho conferma la convocazione di José Neto e spiega la filosofia con cui intende gestire i ragazzi: fiducia, ma senza pressioni tossiche. “Il potenziale va messo in campo, altrimenti resta teoria”. E sarà il Benfica stesso, domani, a dover trasformare potenziale in sostanza.
Conte e Napoli: stima e rispetto reciproco
Sul fronte opposto ci sarà Antonio Conte. Il collega non viene trattato come avversario qualsiasi: “Le sue squadre non sono mai scarse, hanno struttura, compattezza, lavoro tattico di alto livello”. Mourinho riconosce qualità, disciplina e forza mentale del Napoli. Ed evidenzia il punto chiave della sfida: la transizione.
Il pericolo Napoli? Le corse, le fasce, le ripartenze
Il tecnico sottolinea più volte l’imprevedibilità offensiva degli azzurri, capaci di ribaltare l’azione con pochi tocchi: “Non è solo Hojlund. C’è Spinazzola, Olivera, Di Lorenzo, McTominay. Sanno correre e colpire”. Benfica dovrà tenere alta l’attenzione per 90 minuti, perché ogni palla persa può diventare un conto salato.
“Ultima chance? Finché c’è matematica c’è speranza”
Un eventuale ko complicherebbe tutto, ma Mourinho rifiuta il concetto di resa anticipata. Il girone lascia margine, e per lui finché la matematica non chiude le porte, si lotta: “Andremo fino all’ultimo. Vincere ci rilancerebbe, non farlo renderebbe tutto più difficile ma non finito”.
La conferenza si chiude alle 15:31, con un Mourinho lucido, diretto, focalizzato solo sul campo. Nessuna distrazione, nessuna concessione romantica alla sfida: Benfica-Napoli sarà un esame di carattere prima ancora che tecnico. I portoghesi vogliono riaprire tutto, gli azzurri vogliono blindare il percorso.
La Champions non aspetta. E domani, al Da Luz, non ci sarà spazio per mezze misure.

