Castellammare, Vicinanza: «Far cadere l’amministrazione significa favorire la camorra»

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Il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, interviene con chiarezza nel pieno della crisi politica che sta attraversando la sua maggioranza. Una crisi che, secondo il primo cittadino, rischia di avere conseguenze dirette sulla lotta alla criminalità organizzata. «L’instabilità amministrativa che ha segnato Castellammare in questi anni ha favorito la penetrazione della criminalità nella vita pubblica. Chi vuole buttare giù un’altra amministrazione fa un regalo alla camorra», afferma il sindaco, rispondendo alle pressioni – più o meno velate – ricevute negli ultimi giorni e agli inviti a fare un passo indietro.

Le dimissioni e l’ipotesi di elezioni anticipate in primavera hanno attraversato i recenti incontri di maggioranza, ma Vicinanza non arretra. Rivendica anzi i progetti messi in campo dall’amministrazione per sottrarre territorio e risorse agli interessi criminali: mare gratis, potenziamento della videosorveglianza, interventi di riqualificazione del quartiere Savorito. «Sono progetti che fanno gola e che stiamo portando avanti con il bilancio di previsione approvato in giunta e atteso in consiglio entro fine anno», sottolinea.

Le dimissioni e l’attacco del Pd

La miccia della crisi è stata l’uscita dalla maggioranza del consigliere Nino Di Maio, uno dei due esponenti finiti nell’orbita delle inchieste – pur senza essere indagati. Dimissioni che, però, per il Pd stabiese non bastano a riportare normalità nella vita amministrativa. A parlare è il commissario cittadino Francesco Dinacci, che mette nero su bianco una lettura dura e senza sconti: «La camorra è forte, radicata, costruisce legami con pezzi di società ed economia. Le inchieste in corso mostrano possibili intrecci tra criminalità organizzata e soggetti che si sono candidati e sono stati eletti in consiglio comunale».

Dinacci chiede una riflessione più profonda, spingendo la maggioranza a un cambio di passo visibile e concreto. «Sono atti importanti ma non risolutivi», commenta riguardo alle dimissioni di Di Maio, e rilancia l’esigenza di un progetto capace di leggere limiti e sfide dell’attuale fase politica.

Le inchieste e i nomi coinvolti

I consiglieri finiti nel mirino – seppur non indagati – sono due. Il primo, Gennaro Oscurato, è stato citato da Michele Abbruzzese, cassiere del clan D’Alessandro arrestato lo scorso mese, come una figura “a disposizione”. Un’intercettazione dell’11 giugno 2024 lo definiva «uno di famiglia». Parole che hanno spinto Vicinanza a escludere Oscurato dalla maggioranza in attesa delle sue dimissioni.

Diverso il caso di Nino Di Maio, che ha deciso di lasciare il posto a seguito dell’inchiesta legata al negozio del figlio, indicato dagli inquirenti come luogo di riunioni del clan.

Il fronte politico e le prossime mosse

Il Pd ribadisce il proprio sostegno all’azione della Procura e delle forze dell’ordine e, pur definendo Vicinanza «una persona perbene», incalza l’amministrazione verso un cambio di ritmo deciso. «Serve un salto di qualità chiaro e visibile», afferma Dinacci, ricordando anche le analisi dell’Osservatorio contro la camorra e il contributo di figure come Sandro Ruotolo, da sempre impegnato nella lotta alla criminalità organizzata.

Il sindaco Vicinanza accoglie l’appello in chiave costruttiva: «Con il Pd metteremo insieme iniziative per alzare ulteriormente il livello del contrasto alla camorra. Tutta la mia azione è tesa ad arginare la criminalità».

Intanto, mentre si attende il confronto tra le forze politiche, la città resta sospesa tra tensioni interne e l’urgenza di una risposta amministrativa stabile e credibile per evitare che, ancora una volta, sia l’instabilità a fare da terreno fertile alla criminalità organizzata.