Trattativa avanzata: D-Marin pronta a rilevare la maggioranza. Operazione stimata oltre 100 milioni. Cosa cambierà per Castellammare di Stabia
Il porto turistico Marina di Stabia, uno dei più grandi e prestigiosi del Mediterraneo, sta vivendo una fase storica. Dopo anni di gestione legata alla famiglia La Mura — recentemente scossa dalla scomparsa del patron Salvatore La Mura — la struttura sembra ora destinata a passare sotto il controllo del colosso internazionale D-Marin, società turca con presenza globale nella gestione di marina di lusso.
Un passaggio che, se confermato, potrebbe trasformare il porto stabiese in un hub di rilevanza europea con nuovi investimenti, collegamenti turistici e rilancio dell’area industriale dismessa dell’ex Fincantieri.
La trattativa non è più una voce: secondo quanto riportato recentemente sul quotidiano Il Mattino, l’operazione sarebbe alle battute finali e valutata oltre 100 milioni di euro, un’operazione che porterebbe Castellammare di Stabia al centro della rete D-Marin, già presente in Grecia, Croazia, Montenegro, Emirati Arabi e Turchia.
Chi è D-Marin: il gruppo che vuole Marina di Stabia
D-Marin è il network premium di porti turistici situati in alcune delle migliori destinazioni costiere italiane. Tutti dotati di tecnologia intelligente, accoglienza a 5 stelle ed eccezionale servizio clienti, i porti D-Marin sono strategicamente posizionati in sei destinazioni italiane top. D-Marin nasce nel 2003 con l’obiettivo di creare una rete internazionale di porti turistici premium nel Mediterraneo e nel Golfo Persico. In vent’anni è diventata una delle realtà più solide del settore, con:
- 18 porti in Europa e Medio Oriente
- un network di oltre 9.000 posti barca
- investitori legati ai fondi del gruppo IC Holding, colosso turco con attività in costruzioni, infrastrutture e logistica
- servizi top-level per yacht e super-yacht, riparazioni, charter, resort & lifestyle experience
Nel 2023 la società ha avviato una politica di espansione nel Mediterraneo, acquisendo porti in Grecia e Croazia. Marina di Stabia sarebbe la prima grande operazione in Italia: un ingresso strategico in un territorio ad alta vocazione turistica, vicinissimo a Pompei, Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana. L’obiettivo è anche il porto di Imperia.
Il valore di Marina di Stabia: numeri, storia e potenzialità
Inaugurato nel 2007, il porto ha avuto una crescita alternata tra rilancio e momenti di stallo. Situato ai piedi del Vesuvio e affacciato sul Golfo di Napoli, rappresenta uno dei più grandi marina privati italiani. I numeri spiegano la sua attrattività:
| Dato | Valore |
|---|---|
| Lunghezza banchine | oltre 900 metri |
| Posti barca | circa 900, per imbarcazioni fino a 90 metri |
| Travel lift | 220 tonnellate (tra i più grandi del Mezzogiorno) |
| Area totale | oltre 180.000 mq |
| Concessione demaniale | rinnovata fino al 2060 |
| Investimenti finora | oltre 120 milioni di euro |
Il porto è dotato di piscina, ristoranti, fitness center, albergo in costruzione, area cantieristica, club house e un potenziale altissimo sul comparto luxury yacht.
La posizione è un punto di forza unico: a 10 minuti dagli Scavi di Pompei e vicinissimo ai porti turistici della Penisola Sorrentina e Amalfitana. Un contesto ideale per attrarre turismo nautico internazionale.
La scomparsa di La Mura e un’eredità industriale complessa
Il nome La Mura è legato profondamente a Marina di Stabia. Salvatore La Mura — imprenditore visionario, legato allo storico cantiere navale stabiese — investì nel progetto quando Castellammare cercava un nuovo ruolo post-industriale. La sua morte ha aperto una nuova fase, con la famiglia chiamata a valutare la sostenibilità del progetto.
La vendita a D-Marin porterebbe liquidità, con l’area pronta per un rilancio su scala internazionale. Per molti si tratta di un passaggio simbolico: l’addio definitivo alla stagione industriale pesante e l’ingresso nel turismo marittimo d’élite.
Cosa potrebbe cambiare con D-Marin
Secondo fonti del settore, il gruppo turco porterebbe:
1. Nuovi investimenti strutturali
- potenziamento dei servizi super-yacht
- ampliamento dell’area hospitality
- sviluppo commerciale e turistico dell’area retroportuale
2. Marketing internazionale
Marina di Stabia entrerebbe nella rete D-Marin Pass, che permette ai diportisti di usare oltre 18 marina con un’unica membership. Tradotto: più traffico nautico, più turismo, più lavoro.
3. Collegamenti con il turismo culturale
Pompei, Ercolano, Capri, Sorrento: un triangolo d’oro che con una gestione internazionale può diventare un magnete per yacht charter americani e mediorientali.
4. Possibile rinascita dell’area industriale
Un porto forte porta valore, lavoro, sicurezza e riqualificazione urbana. Castellammare potrebbe diventare — finalmente — capitale della nautica del Sud.
Le ricadute economiche per la città
L’operazione genera aspettative importanti tra cittadini e operatori turistici. Il porto può diventare:
- un motore per l’occupazione locale
- una vetrina internazionale per Castellammare
- un polo economico paragonabile a Capri o Porto Cervo
- un nuovo asse di collegamento con Sorrento e Napoli
Se gestito bene, Marina di Stabia può valere molto più della sola nautica: può cambiare la percezione internazionale dell’intero golfo.
Le incognite: tempi, politica e concessioni
Restano però punti aperti:
- la concessione demaniale dovrà essere confermata post-trasferimento
- serve un piano urbano integrato con il Comune
- occorre garantire accessibilità e mobilità nella zona
- la città chiede trasparenza e ricadute sociali, non solo lusso e yacht
D-Marin dovrà confrontarsi con burocrazia, cittadinanza e amministrazioni locali.
Un momento storico
Marina di Stabia non è solo un porto. È un simbolo del futuro post-industriale di Castellammare.
La possibile acquisizione da parte di D-Marin rappresenta un momento storico, con potenzialità enormi per turismo, lavoro, economia e riqualificazione urbana.
Il Mediterraneo sta cambiando e Castellammare può diventare protagonista.
La partita è aperta: ora si attende la firma.

