I ricercatori di Check Point Software hanno pubblicato una nuova indagine che rivela l’esplosione delle truffe farmaceutiche basate sull’intelligenza artificiale generativa, un fenomeno in forte crescita in Europa. Secondo gli esperti, i criminali digitali sfruttano l’AI per costruire interi ecosistemi contraffatti: medici inesistenti, referti di laboratorio falsi, confezioni di farmaci simulate, recensioni fittizie e perfino trasformazioni fisiche inventate.
La spinta dei farmaci Glp-1 e il mercato parallelo
L’interesse globale verso farmaci dimagranti GLP-1 come Ozempic, Wegovy e Mounjaro ha creato un terreno fertile per le truffe. La carenza di medicinali, unita alla crescente domanda, ha aperto la strada a un mercato parallelo sempre più sofisticato.
In Italia, Regno Unito, Spagna, Francia e Germania sono stati scoperti numerosi casi in cui i criminali hanno usurpato l’identità di istituzioni sanitarie nazionali, replicandone loghi e linguaggio per convincere gli utenti della loro autenticità.
Le campagne fraudolente non si limitano a vendere prodotti falsi: clonano identità, siti web e linguaggio ufficiale, adattandosi ai contesti culturali dei diversi Paesi grazie a sistemi di IA in grado di generare varianti illimitate di contenuti.
Farmaci dimagranti: un mix tra medicina ufficiale e naturale
Nel nostro Paese, le campagne imitano la grafica dell’Aifa e allo stesso tempo promuovono pseudo-formule “naturali” o “non invasive”.
Il messaggio sfrutta la tradizionale sensibilità italiana verso la fitoterapia, nascondendo però prodotti privi di qualsiasi validità scientifica.
La sofisticazione è tale che i criminali riscrivono da zero gli annunci per farli sembrare perfettamente in linea con la cultura e la normativa locale.
“La fase successiva del cybercrimine”
«Stiamo assistendo alla fase successiva del crimine informatico basato sull’intelligenza artificiale», spiega Cristiano Voschion di Check Point Software.
I gruppi criminali sono ora in grado di generare ecosistemi fraudolenti completi, inclusi siti, marchi, recensioni e perfino certificazioni mediche, tutto su larga scala e in pochi minuti.
Secondo Check Point, le istituzioni devono adottare sistemi in grado di individuare contenuti sintetici, bloccare domini fraudolenti e rilevare usurpazioni di marchio prima che raggiungano i cittadini.
Farmaci dimagranti: l’industrializzazione delle realtà mediche false
Le truffe nascono soprattutto dall’impatto visivo. Le immagini “prima e dopo” – da sempre tra i contenuti più persuasivi nel settore dimagrimento – vengono ora generate interamente con l’IA attraverso fotomontaggi, rimodellamento del corpo e manipolazione fotografica.
Queste foto sono progettate per colpire la fascia di pubblico più sensibile, in particolare donne tra i 40 e i 50 anni.
Una volta cliccato sull’annuncio, l’utente entra in un ambiente che sembra davvero medico: siti, moduli, “cliniche”, certificazioni. Tutto falso, ma molto credibile.
La nuova fase: imitare le istituzioni sanitarie europee
Una delle scoperte più allarmanti è l’uso illecito delle identità sanitarie pubbliche europee. Loghi, layout, linguaggio istituzionale: tutto viene replicato con precisione.
In alcuni casi sono stati copiati perfino esperti reali, attraverso video sintetici che imitano voce, volto e stile comunicativo di professionisti noti, senza alcun loro coinvolgimento.
Truffe più complesse, utenti più esposti
Le frodi sui farmaci dimostrano come stia cambiando il panorama del cybercrime nel 2025: non si rubano solo password o carte di credito, ma si replicano prodotti sanitari, confezioni, recensioni e persino farmacie online credibili.
La diffusione di annunci ingannevoli sui social sta mettendo a rischio soprattutto chi cerca soluzioni rapide per perdere peso.
Come difendersi
Per proteggersi da queste truffe sempre più realistiche, gli esperti suggeriscono alcune regole di base:
- acquistare solo da farmacie ufficiali e siti autorizzati;
- diffidare delle pubblicità sui social che promettono risultati veloci o miracolosi;
- verificare l’esistenza di medici, cliniche e certificazioni;
- evitare siti con sconti troppo elevati, countdown e frasi come “rimaste solo poche confezioni”;
- controllare sempre che un servizio sanitario o farmacia sia autentico e non clonato.
La sfida ora riguarda non solo gli utenti, ma anche agenzie sanitarie, piattaforme digitali e sistemi di pagamento, chiamati a collaborare per bloccare queste frodi prima che mettano a rischio la salute pubblica.

