Femminicidio ad Ancona: ritrovato il marito gravemente ferito

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mn24.it

È stato ritrovato vivo ma gravemente ferito Nazif Muslija, marito di Sadjide Muslija, la 49enne uccisa a Pianello Vallesina, nel comune di Monte Roberto, in provincia di Ancona. L’uomo era irreperibile da meno di 48 ore, da quando era stato scoperto il corpo senza vita della moglie. Le ricerche, svolte senza sosta sia in Italia che all’estero, si sono concluse attorno alle 18 di ieri, quando i carabinieri lo hanno localizzato in una zona impervia di Matelica, nel Maceratese. L’uomo era riverso al suolo e in condizioni critiche, ma ancora vivo.

Le condizioni e il ritrovamento dell’auto

I sanitari del 118 hanno stabilizzato il 50enne prima del trasferimento in ospedale. La sua auto, una Smart bianca, è stata ritrovata abbandonata poco distante dal luogo del ritrovamento, un dettaglio che ha confermato ai carabinieri che Muslija aveva tentato di allontanarsi rapidamente dopo la fuga. La sua posizione è ora al vaglio degli inquirenti, che stanno ricostruendo i suoi movimenti e il possibile ruolo nel femminicidio.

Il possibile uso di un tubo di ferro

Il reperto nella casa della coppia

Nelle stesse ore del ritrovamento, i carabinieri del comando provinciale di Ancona, insieme al personale specializzato del Sis, hanno rinvenuto un tubo di ferro nell’abitazione di Pianello Vallesina. L’oggetto potrebbe essere l’arma utilizzata per colpire mortalmente la donna, ma sono in corso analisi approfondite per verificare tracce, impronte e residui compatibili con le ferite riportate dalla vittima. L’ipotesi non è ancora confermata, ma il tubo rappresenta al momento uno dei reperti più significativi.

Una coppia isolata e un passato di violenza

La denuncia di aprile e l’arresto del marito

La coppia viveva da anni nel piccolo territorio comunale, composto da meno di tremila abitanti. Entrambi operai, conducevano una vita riservata, con pochi legami sociali. Tuttavia, il passato recente era segnato da episodi di violenza domestica. Nel mese di aprile, Nazif Muslija era stato arrestato dopo aver inseguito la moglie con un’ascia fino alla camera da letto, la stessa stanza in cui Sadjide è stata trovata senza vita. L’uomo, arrestato per violenza, aveva poi patteggiato la pena ed era uscito dal carcere.

Il percorso mai iniziato per uomini maltrattanti

Dopo la scarcerazione, Muslija avrebbe dovuto seguire un percorso riabilitativo per uomini maltrattanti, ma il programma non era stato attivato a causa della mancanza di posti disponibili. L’attesa si è quindi protratta per mesi senza che il percorso venisse avviato. Questo aspetto è stato sottolineato dalla procuratrice capo di Ancona, Monica Garulli, che ha evidenziato come tali percorsi abbiano lo scopo di prevenire la recidiva e favorire un recupero consapevole, ma risultino inefficaci se non vengono avviati con tempi adeguati e modalità idonee.

Una vicenda che apre interrogativi sul sistema di prevenzione

Il femminicidio di Pianello Vallesina ripropone il tema della gestione dei casi di violenza domestica e della necessità di programmi realmente fruibili per uomini maltrattanti. Il mancato avvio del percorso assegnato a Muslija diventa un elemento centrale in questa vicenda, ancora in fase di accertamento. Mentre gli investigatori ricostruiscono le ultime ore della vittima e del marito, resta aperta la questione delle misure di protezione per le donne già vittime di violenza e dei percorsi di recupero destinati agli autori.