Difesa di Sempio: dubbi e ricostruzioni nel caso dell’omicidio di Garlasco
La discussione sull’omicidio di Garlasco è tornata al centro dell’attenzione dopo la recente diffusione di alcune fotografie che mostrano un giovanissimo Andrea Sempio nei pressi della casa di Chiara Poggi nel pomeriggio del 13 agosto 2007. La pubblicazione di queste immagini ha riacceso un acceso dibattito pubblico, soprattutto perché ritraggono Sempio fuori dalla villetta intorno alle 16, orario indicato anche dall’orologio visibile in uno degli scatti. Secondo la difesa Sempio, tuttavia, queste foto non aggiungerebbero nulla di nuovo, poiché confermerebbero semplicemente quanto già dichiarato dall’allora 19enne nel corso delle indagini. La sua presenza sul posto, infatti, è sempre stata ammessa e spiegata nell’ambito della ricostruzione fornita agli inquirenti già molti anni fa.
Il fatto che le foto siano state rilanciate di recente ha portato alcuni utenti a interpretarle come una possibile contraddizione rispetto alla versione di Sempio, ma secondo la sua legale Angela Taccia ciò deriverebbe da un fraintendimento. Per la difesa Sempio, infatti, gli scatti dimostrano unicamente che, nel tardo pomeriggio del 13 agosto, il giovane era informato di quanto accaduto alla famiglia Poggi, come lui stesso dichiarò durante gli interrogatori. La riemersione delle immagini, dunque, non sarebbe un elemento nuovo, ma soltanto un documento già contestualizzato nel quadro delle indagini originarie.
La versione di Sempio sul pomeriggio del 13 agosto 2007
Per comprendere la posizione della difesa Sempio, occorre ricostruire nel dettaglio quanto dichiarato dal giovane nel corso dei verbali. Secondo la sua testimonianza, Andrea Sempio passò inizialmente in via Pascoli con il padre nel primo pomeriggio, quando la strada era già animata dalla presenza dell’ambulanza e dei primi curiosi. In questa circostanza, entrambi sostennero di non essersi fermati, limitandosi a osservare la situazione dalla macchina.
Successivamente, Sempio raccontò di essere tornato da solo davanti alla villetta intorno alle 16. In questa seconda occasione si sarebbe fermato ed avrebbe appreso da una giornalista che una ragazza era stata trovata morta. In quel momento, secondo il suo racconto, iniziavano a circolare le prime voci che la vittima potesse essere Chiara Poggi. Sempio avrebbe quindi lasciato il luogo del delitto per tornare a casa, salvo poi rientrare poco dopo insieme al padre, informandolo di ciò che aveva appena saputo. Questa ricostruzione fu confermata dallo stesso Giuseppe Sempio, che riferì agli inquirenti il susseguirsi dei movimenti compiuti quel pomeriggio.
Difesa di Sempio e il tema dello scontrino di Vigevano
La difesa Sempio, rappresentata dall’avvocata Angela Taccia, ha commentato la diffusione delle fotografie con una nota in cui ribadisce come gli scatti non contraddicano in alcun modo quanto già dichiarato da anni. La legale ha sottolineato che la presenza di Sempio nei pressi della villetta nel tardo pomeriggio del 13 agosto era già ampiamente documentata e descritta negli atti. Secondo la difesa Sempio, il dibattito sorto attorno alle foto sarebbe quindi frutto di una sovrainterpretazione non supportata da elementi nuovi o rilevanti dal punto di vista giudiziario.
Taccia ha inoltre lanciato una provocazione legata a un altro aspetto centrale della vicenda: lo scontrino del parcheggio di Vigevano, elemento che Sempio presentò agli inquirenti circa un anno dopo il delitto. Questo ticket era stato utilizzato dal giovane per sostenere di essere stato a Vigevano nella mattina del 13 agosto, prima del ritrovamento del corpo di Chiara. La scelta di conservare a lungo uno scontrino di un parcheggio aveva suscitato perplessità, alimentando sospetti e critiche.
La difesa Sempio ha sempre sostenuto che quel documento fosse stato effettivamente rilasciato il giorno stesso e che fosse stato conservato per abitudine, non per costruire un alibi. L’avvocata Taccia, in tono critico, ha auspicato che emergano fotografie della piazza Ducale di Vigevano scattate la mattina del delitto, così da confermare anche quell’elemento. Il riferimento dello studio legale mostra come il dibattito pubblico abbia spesso trasformato dettagli marginali in veri e propri elementi mediatici, senza che vi siano prove concrete in grado di modificare quanto già accertato.
Perché le foto non cambiano la posizione della difesa di Sempio
La strategia difensiva si basa su un concetto chiaro: le fotografie diffuse non costituiscono un elemento di contraddizione rispetto alle dichiarazioni rese da Sempio. Al contrario, mostrerebbero che l’allora 19enne era effettivamente a conoscenza della morte di Chiara Poggi intorno alle 16, momento in cui era già rientrato da solo in via Pascoli per capire cosa fosse accaduto. Nel verbale Sempio spiegò esplicitamente di aver appreso la notizia da una giornalista durante quella seconda visita, e gli scatti lo immortalano proprio mentre si trova davanti alla casa in un orario compatibile con quel racconto.
Per questo, secondo la difesa Sempio, gli scatti costituiscono un documento coerente con la versione fornita fin dall’inizio. La riemersione delle immagini, dunque, non rappresenterebbe una nuova prova contro Sempio ma una conferma della ricostruzione già agli atti. Molte delle interpretazioni circolate nelle ultime settimane, per la legale Taccia, deriverebbero dalla mancanza di contesto e dalla tendenza a estrapolare singoli elementi privi di collegamenti diretti con le dinamiche del delitto.
Difesa di Sempio: il dibattito mediatico e la percezione pubblica del caso
La storia legata all’omicidio di Garlasco è sempre stata seguita con grande attenzione dall’opinione pubblica, diventando uno dei casi di cronaca più noti degli ultimi decenni. Ogni nuovo elemento, anche se non strettamente rilevante dal punto di vista giudiziario, ha spesso generato discussioni e interpretazioni diffuse sui media e sui social network. La comparsa delle nuove foto di Sempio non ha fatto eccezione, e la loro diffusione ha riacceso un clima di sospetto che, secondo la difesa, non rispecchia il contenuto reale delle immagini.
Il caso dimostra quanto sia complesso il rapporto tra opinione pubblica, ricostruzioni giornalistiche e strategie processuali. La difesa Sempio si è trovata più volte a rispondere non soltanto alle questioni giuridiche, ma anche a quelle mediatiche, cercando di riportare l’attenzione sul valore effettivo degli elementi circolati. La vicenda delle fotografie e dello scontrino dimostra come anche dettagli apparentemente marginali possano diventare centrali nel racconto pubblico di un caso. La difesa di Sempio continua a sostenere che né le immagini né il famoso ticket del parcheggio rappresentino elementi idonei a incrinare la versione di Andrea Sempio. Essi andrebbero interpretati nel contesto più ampio delle dichiarazioni rese, delle testimonianze e delle verifiche già svolte.

