Un protagonista della televisione italiana che ha saputo rialzarsi
Marco Columbro è uno di quei volti che hanno segnato un’epoca televisiva. Per chi è cresciuto tra anni ’80 e ’90, il suo nome è legato a un modo di fare intrattenimento leggero, brillante, sempre misurato. Ma la sua storia personale è molto più complessa e profonda di ciò che appariva sullo schermo: una carriera luminosa, un malore improvviso che poteva costargli la vita, la lenta risalita e un rapporto professionale, e umano, con alcuni personaggi simbolo della televisione e della politica italiana.
Oggi, a 75 anni, Columbro non solo ripercorre il passato, ma offre anche una testimonianza preziosa di forza, fragilità e consapevolezza. La sua biografia è un viaggio che tocca amicizie inattese, successi professionali, momenti bui e un rapporto particolare con la popolarità.
Gli inizi, il successo e il sodalizio con Lorella Cuccarini
Nella memoria collettiva, Marco Columbro resta il partner televisivo ideale di Lorella Cuccarini. I due, protagonisti di programmi che hanno fatto la storia del varietà, formavano una coppia talmente affiatata da spingere molti telespettatori a immaginare una relazione sentimentale. Columbro, oggi, chiarisce con serenità che non ci fu mai nulla oltre una solida amicizia e stima professionale.
Ricorda come, al momento del matrimonio della showgirl, arrivassero anche lettere indirizzate a lei che chiedevano cosa ne sarebbe stato di “Marco”. Un fenomeno che dimostra quanto il pubblico si fosse affezionato a quella coppia scenica capace di dominare l’intrattenimento dell’epoca. In realtà la Cuccarini era profondamente innamorata del futuro marito, e per entrambi quella stagione fu solo una straordinaria parentesi televisiva.
Negli anni Novanta Columbro divenne un volto centrale della TV generalista: conduzione, fiction, programmi di intrattenimento. Tra i titoli più ricordati spicca Caro Maestro, serie amatissima dal pubblico, che raggiungeva punte di oltre sette milioni di telespettatori. Un successo costruito su un mix perfetto di scrittura, leggerezza e talento attoriale.
L’episodio curioso: quando fece dimagrire Berlusconi
In mezzo ai ricordi professionali, Columbro racconta anche un aneddoto che oggi suona quasi surreale: il suo incontro con Silvio Berlusconi in un periodo in cui il Cavaliere desiderava perdere peso.
L’attore era dimagrito grazie a un digiuno controllato a base di brodi di frutta e verdura. Berlusconi, notando il cambiamento, gli chiese quale fosse il segreto. Columbro glielo raccontò e l’allora imprenditore decise di seguire lo stesso metodo. I due, racconta, andarono addirittura a fare la spesa con una piccola utilitaria, senza scorta e senza formalità, acquistando tutto l’occorrente per la dieta.
Secondo Columbro quella scelta funzionò: Berlusconi perse ben undici chili, dimostrando come il loro rapporto fosse alla mano e privo di qualsiasi distanza gerarchica. Un ricordo che il conduttore riporta con leggerezza, quasi incredulo ripensandoci anni dopo.
I grandi successi in fiction: Caro Maestro e le collaborazioni celebri
Tra le esperienze professionali più amate dal pubblico, Caro Maestro resta un tassello fondamentale della carriera di Columbro. Il suo ruolo di maestro elementare in un piccolo borgo italiano lo rese un volto familiare e rassicurante.
Accanto a lui una giovane Elena Sofia Ricci, con cui nacque un’intesa naturale. Columbro la descrive come una donna piena di energia, capace di colmare ogni pausa sul set con aneddoti e chiacchiere. Tra un ciak e l’altro i due toscanacci si confidavano e scherzavano, contribuendo a creare un clima di armonia percepibile anche dal pubblico.
Ricorda anche Nancy Brilli, che in quel periodo stava vivendo un momento personale doloroso dopo la fine della relazione con Ivano Fossati, e Sabrina Ferilli, richiestissima dai fan: per lasciare il set, l’attrice dovette persino chiedere l’intervento della scorta.
Sono ricordi che disegnano un ambiente vivace, complesso, dove successi professionali e fragilità personali convivevano ogni giorno.
L’aneurisma del 2001: un confine tra vita e morte
Il 7 dicembre 2001 rappresenta la frattura più profonda nella vita di Columbro. Dopo giorni di forte mal di testa causato da una sinusite, assume un medicinale senza sapere che contenesse tre grammi di acido acetilsalicilico. La dose eccessiva provoca un picco di pressione che rompe un’arteria.
La diagnosi arriva durante una risonanza: un aneurisma cerebrale, una bomba pronta a esplodere. L’intervento chirurgico è urgente, ma il peggio non è ancora passato. Il giorno seguente Columbro ha un secondo attacco e finisce in coma per tre settimane.
Al risveglio inizia un nuovo calvario: non ricorda come farsi la barba, parla con difficoltà, presenta un’emiparesi alla parte sinistra del corpo. È costretto a ricominciare da zero con riabilitazione, logopedia, esercizi quotidiani.
Nonostante tutto, un anno dopo decide di tornare in teatro. Una scelta coraggiosa, quasi temeraria, dettata dalla volontà di scoprire se fosse ancora capace, se avesse ancora un futuro sul palcoscenico.
La lenta scomparsa dalla televisione: “Per la tv sono come morto”
Dopo la malattia, la sua presenza in televisione si dirada sempre di più. Nonostante la popolarità e l’affetto del pubblico, le porte sembrano chiudersi una dopo l’altra. Columbro racconta un episodio che per lui resta inspiegabile: nel 2006 scrive a Berlusconi chiedendo aiuto per tornare a lavorare. L’ex Presidente del Consiglio gli risponde immediatamente, dicendo che il giorno dopo sarebbe stato contattato. Ma quella telefonata non arrivò mai.
Columbro ammette di non aver mai capito il motivo dell’esclusione: era al massimo della popolarità, non risultava antipatico a nessuno, eppure venne lentamente messo da parte. Una ferita che ancora oggi sente aperta, anche se non permette che condizioni la sua serenità.
Avrebbe desiderato tornare in Rai, o lavorare in una fiction di qualità. Ma le proposte non sono arrivate. La sensazione, racconta, è quella di essere stato considerato “troppo Mediaset” da un lato e “non più utile” dall’altro.
Oggi: una nuova consapevolezza e un’eredità televisiva viva
Nonostante tutto, Columbro ha saputo reinventarsi, dedicandosi al teatro, alla scrittura e a percorsi personali che lo hanno arricchito profondamente. La sua storia è una testimonianza di resilienza: un uomo che ha conosciuto la fama e il crollo, la malattia e la rinascita, l’affetto del pubblico e il silenzio delle grandi emittenti.
Oggi vive con un equilibrio diverso, lontano dai riflettori ma con una visione più limpida del passato. Le sue parole restano un racconto prezioso su un mondo televisivo che non esiste più, sulle sue contraddizioni e sui suoi splendori, ma anche su ciò che significa superare una prova che cambia per sempre un’esistenza.
La storia di Marco Columbro è un pezzo di storia della televisione italiana, ma è anche una riflessione sulla fragilità, sul coraggio e sulla ricerca continua di un senso nel cambiamento. Un percorso umano che merita di essere ascoltato e ricordato.

