Secondo i dati Agenas, le strutture del Sud costano molto più del Nord a parità di servizio
Una giornata di ricovero al Vecchio Policlinico (Vanvitelli) di Napoli costa mediamente 1.326 euro, secondo gli ultimi dati diffusi da Agenas, l’ente pubblico di supporto tecnico per i servizi sanitari. Si tratta del valore più alto registrato tra le aziende ospedaliere universitarie italiane, in netto contrasto con i costi medi degli ospedali del Nord, dove la qualità del servizio è in media più elevata ma il costo delle degenze è significativamente inferiore. Questo dato conferma una disparità storica tra ospedali del Sud e del Nord, con differenze che spesso sfuggono a spiegazioni semplici, pur considerando la complessità delle strutture e la tipologia di prestazioni erogate.
Secondo l’elaborazione di Quotidiano sanità.it sui dati Agenas, il costo medio di una giornata di ricovero in regime di acuzie varia notevolmente tra le regioni. Al Sud, le strutture universitarie come il Giaccone di Palermo (882 euro), il G. Martino di Messina (736 euro) e il R. Dulbecco di Catanzaro (728 euro) si collocano ai vertici della classifica dei costi, mentre al Nord gli ospedali come il Papa Giovanni XXIII di Bergamo registrano valori decisamente più bassi, pari a circa 375 euro. Questo divario non si riflette necessariamente sulla qualità del servizio, creando un vero e proprio paradosso: nel Mezzogiorno le degenze costano molto di più pur offrendo, in media, prestazioni sanitarie che non superano quelle del Nord.
Nel dettaglio, tra le strutture universitarie, l’ospedale Vanvitelli di Napoli guida la classifica con 1.326 euro al giorno, seguito dal Giaccone di Palermo e dal Martino di Messina. Le strutture non universitarie più costose si trovano sempre al Sud: l’ospedale di Cosenza registra 828 euro per giornata, il Papardo di Messina 729 euro e il Civico-Benfratelli di Palermo 728 euro. Al contrario, l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo rimane il più economico, con 374 euro. Anche strutture importanti come il Cardarelli di Napoli si attestano su valori elevati, 622 euro, confermando la tendenza delle strutture meridionali a costare significativamente più del Nord.
La disparità non riguarda solo i grandi ospedali universitari. Anche strutture di fascia media o piccola registrano differenze notevoli tra Sud e Nord. L’ospedale Cannizzaro di Catania ha un costo di 583 euro, mentre il Mauriziano di Torino si ferma a 581 euro. Al contrario, l’Ospedale di S. Croce e Carle di Cuneo registra 452 euro, il Morelli di Reggio Calabria 437 euro e il S. G. Moscati di Avellino 431 euro. L’indicatore calcolato da Agenas rappresenta il costo medio di una giornata di degenza per acuti, ponderata per complessità dei casi trattati, e un valore elevato indica maggiori costi operativi per il servizio erogato.
Agenas precisa che l’indicatore sintetizza il valore dei fattori produttivi assorbiti da ogni giornata di degenza, considerando le giornate di ricovero ponderate per il peso medio dei DRG (Diagnosis Related Group). Un valore alto, come nel caso del Vanvitelli, viene considerato negativo poiché indica una maggiore spesa per ogni giornata di assistenza, senza garantire un corrispondente aumento della qualità del servizio. In questo senso, la forbice tra Nord e Sud appare significativa e richiede un’analisi approfondita sui motivi di tale disallineamento.
I motivi alla base dei costi più elevati nelle strutture del Sud possono essere molteplici, tra cui l’organizzazione interna degli ospedali, l’età delle strutture e degli impianti, i contratti del personale e l’efficienza gestionale. Tuttavia, il dato resta sorprendente se confrontato con gli indicatori di qualità dell’assistenza: spesso le strutture del Nord offrono standard più alti a costi inferiori, sottolineando un paradosso che suscita dibattito tra esperti e cittadini. La differenza di costo è così marcata che alcune giornate di ricovero al Vanvitelli equivalgono a più di tre giorni in ospedali come il Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
La situazione evidenziata dai dati Agenas solleva anche questioni relative alla gestione delle risorse pubbliche e alla sostenibilità economica del sistema sanitario regionale. Costi elevati per degenze ospedaliere non accompagnati da un aumento della qualità dell’assistenza rappresentano un problema non solo per le casse dello Stato ma anche per la trasparenza e l’equità del servizio pubblico. Il dibattito sul tema è destinato a proseguire, considerando l’impatto dei costi sulle politiche sanitarie locali e sull’allocazione dei fondi.
In conclusione, i dati Agenas confermano che una giornata di degenza in ospedale in Italia può avere costi molto diversi a seconda della regione. Il Vanvitelli di Napoli rimane il simbolo della sperequazione, con oltre 1.300 euro al giorno, mentre strutture del Nord, spesso più efficienti e con migliori indicatori di qualità, registrano costi inferiori ai 400 euro. La differenza tra Sud e Nord evidenzia la necessità di interventi mirati sulla gestione ospedaliera, sull’efficienza dei processi e sulla razionalizzazione delle risorse, al fine di garantire maggiore equità e sostenibilità nel sistema sanitario nazionale.

