Sottotitolo: Dal prossimo anno gli importi dell’Assegno unico per i figli a carico cresceranno grazie all’adeguamento all’inflazione. Ecco cosa cambia davvero per le famiglie.
A partire dal 2026 l’Assegno unico per i figli a carico sarà rivalutato al rialzo per effetto dell’inflazione. Secondo le ultime stime Inps, basate sull’indice dei prezzi al consumo Istat, l’aumento previsto oscillerà tra l’1,4% e l’1,5%, leggermente inferiore rispetto alle prime proiezioni di ottobre. Le percentuali definitive saranno stabilite dal decreto Mef–Ministero del Lavoro sulla perequazione, atteso per novembre.
L’Assegno unico e universale rappresenta il principale sostegno economico alle famiglie con figli. Spetta per ogni figlio fino ai 21 anni, a condizione che siano soddisfatti alcuni requisiti specifici, e senza limiti di età per i figli con disabilità. L’importo varia in base all’Isee del nucleo familiare, all’età dei figli, al loro numero e alla presenza di eventuali situazioni di disabilità.
Gli importi del 2026: come cambiano con la perequazione
La rivalutazione inciderà sia sugli importi dell’Assegno unico sia sulle fasce Isee necessarie per l’accesso alle diverse quote. Secondo le anticipazioni, la prima fascia salirà fino a un Isee di 17.468,51 euro contro i 17.227,33 euro del 2025, con l’importo massimo che aumenterà da 201 a 203,8 euro. Si tratta di un incremento di quasi 3 euro.
Chi nel 2025 apparteneva alla seconda o terza fascia, pur mantenendo lo stesso Isee, potrà rientrare nella prima fascia nel 2026 grazie al riallineamento dei limiti. Anche il limite dell’ultima fascia subirà una modifica significativa: la soglia degli Isee oltre i quali spetta l’importo minimo salirà da 45.939,56 a 46.582,71 euro. Questo comporterà un miglioramento per molte famiglie che finora percepivano l’importo minimo.
Le maggiorazioni per le situazioni di disabilità
Nel 2026 saliranno anche le maggiorazioni collegate alla presenza di figli con disabilità. Per i figli non autosufficienti l’incremento arriverà a 122,3 euro rispetto ai 120,6 del 2025. Per le disabilità gravi l’importo salirà a 110,6 euro, mentre per quelle medie raggiungerà 99,1 euro. Le madri con meno di 21 anni riceveranno una maggiorazione pari a 23,3 euro, leggermente superiore al valore precedente.
Integrazioni Isee: quanto aumentano
Le integrazioni variabili in base all’Isee per i figli successivi al secondo cresceranno in modo proporzionale alla rivalutazione. Le famiglie con l’Isee più basso riceveranno 99,1 euro, mentre quelle nella fascia più alta percepiranno 17,4 euro, contro i 97,7 e 17,2 euro del 2025. Aumenta anche il bonus per il secondo percettore di reddito: 34,9 euro per la fascia minima, in progressiva riduzione all’aumentare dell’Isee.
Molte famiglie cambieranno fascia: ecco cosa significa
Secondo le stime Inps e Upb, un numero significativo di nuclei familiari cambierà fascia Isee nel 2026, con aumenti potenziali di 15–20 euro al mese per figlio. Una famiglia con due figli e un Isee di 26.200 euro, ad esempio, passerà a 321 euro mensili dai 315 del 2025, beneficiando anche della modifica sul calcolo della prima casa. Dal 2026, infatti, l’abitazione principale sarà esclusa dal calcolo dell’Isee fino a un valore catastale di 91.500 euro, quasi il doppio rispetto al limite di 52.000 euro attualmente in vigore.
Per ottenere correttamente gli importi aggiornati sarà necessario presentare la nuova Dsu entro il 30 giugno 2026. In caso contrario, da marzo l’Assegno verrà erogato nella misura minima, con gli arretrati corrisposti automaticamente una volta aggiornato l’Isee.

