La stagione dell’influenza 2025‑2026 è già iniziata, con un aumento dei casi registrato nelle prime settimane d’autunno. Gli esperti segnalano che quest’anno il virus influenzale sta circolando in anticipo rispetto al solito, interessando soprattutto bambini, anziani e persone con patologie croniche.
Cos’è l’influenza e come si trasmette
L’influenza è un’infezione respiratoria acuta causata da virus influenzali, trasmessa attraverso le goccioline respiratorie emesse con tosse, starnuti o contatti ravvicinati. I sintomi compaiono generalmente entro 1‑4 giorni dal contagio.
Sintomi principali
I segnali più comuni dell’influenza includono:
- febbre improvvisa e alta
- tosse secca
- mal di gola
- raffreddore o naso chiuso
- dolori muscolari e articolari
- mal di testa
- forte stanchezza e malessere generale
La maggior parte dei casi si risolve entro una settimana con riposo e idratazione, ma nei soggetti fragili possono comparire complicanze, come polmonite o peggioramento di malattie croniche.
Situazione attuale
Nella stagione 2025‑2026 si è osservato un aumento dei casi di influenza, con incidenza maggiore tra bambini piccoli e persone anziane. La circolazione dei virus respiratori è attualmente in crescita, rendendo importante la prevenzione.
Vaccinazione e prevenzione
Il vaccino antinfluenzale rimane il mezzo più efficace per proteggersi. Quest’anno la campagna vaccinale è rivolta in particolare a:
- bambini dai 6 mesi ai 6 anni
- persone di 60 anni o più
- donne in gravidanza
- persone con patologie croniche o immunodepresse
- operatori sanitari
- chi vive o lavora in comunità a rischio
La vaccinazione richiede circa due settimane per sviluppare una protezione efficace.
Oltre al vaccino, è fondamentale seguire semplici regole di prevenzione: lavarsi spesso le mani, usare fazzoletti monouso, coprire bocca e naso quando si tossisce o starnutisce, evitare contatti ravvicinati con persone malate e limitare la frequentazione di luoghi affollati durante la fase di maggiore circolazione del virus.
Chi deve prestare maggiore attenzione
- anziani e ultrasessantacinquenni
- bambini piccoli
- donne in gravidanza
- persone con malattie croniche
- operatori sanitari e chi lavora in ambienti affollati
Tuttavia, anche la popolazione generale può ridurre il rischio di contagio adottando comportamenti responsabili: evitare di uscire di casa in caso di sintomi, curare l’igiene delle mani e prestare attenzione nei luoghi chiusi o affollati.

