L’Avellino ritrova il sorriso a Bolzano e lo fa al termine di una prova di sacrificio, orgoglio e compattezza. Al “Druso”, contro un Südtirol aggressivo e sempre in partita, basta la rete di Tommaso Biasci dopo appena 10 minuti per incamerare tre punti preziosissimi, interrompere la striscia negativa e rilanciare una squadra che aveva bisogno come l’aria di un segnale di rinascita. A spingere i biancoverdi, oltre mille tifosi arrivati da ogni parte d’Italia: un settore ospiti traboccante, trasformato in una macchia biancoverde che ha accompagnato la squadra dal primo all’ultimo minuto.
È una vittoria pesante, la prima esterna con clean sheet in questa stagione, figlia di attenzione, spirito di sacrificio e di un Daffara ancora una volta decisivo. Nonostante la sofferenza nel finale, i lupi resistono e portano a casa tre punti che potrebbero rappresentare la svolta.
LA CRONACA
PRIMO TEMPO
L’Avellino parte con un brivido: al 4’, una punizione di Casiraghi dai 25 metri si stampa all’incrocio dei pali e grazia i biancoverdi. Il Südtirol spinge, ma al 10’ sono gli ospiti a colpire: Palumbo serve un pallone perfetto in profondità per Biasci, titolare in extremis al posto dell’infortunato Patierno, e il numero 14 non sbaglia, bucando Adamonis e portando l’Avellino sull’1-0.
L’esultanza sotto il settore ospiti è l’immagine simbolo del pomeriggio.
Il Südtirol prova a reagire con punizioni e traversoni, ma l’Avellino tiene bene il campo e sfiata anche il raddoppio in ripartenza. Dopo due minuti di recupero, Rapuano manda tutti negli spogliatoi con i lupi avanti di un gol.
SECONDO TEMPO
La ripresa si apre con una girata di Cacciamani che impegna Ghidotti, poi è il Südtirol a salire progressivamente di ritmo. Castori rivoluziona la squadra con tre cambi all’intervallo: entrano Martini, Zedadka e Tait. L’Avellino soffre ma resta ordinato, mentre Daffara si trasforma in protagonista assoluto.
Al 76’ compie una parata straordinaria sul colpo di testa di Zedadka, poi, un minuto dopo, dice due volte “no” a Pecorino, prima di tacco e poi di testa. È il momento di massima pressione dei padroni di casa, ma i lupi stringono i denti e tengono botta.
Biancolino inserisce forze fresche (Crespi, Insigne, poi Besaggio e Gyabuaa) e prova ad alzare il baricentro, mentre nel recupero Molina e Zedadka tentano gli ultimi assalti, sempre controllati da un Daffara formato gigante.
Dopo quattro minuti di recupero, il signor Rapuano fischia la fine. L’Avellino può finalmente esultare: tre punti d’oro, primi segnali di risveglio e testa già alla sfida di lunedì 8 dicembre contro il Venezia al Partenio.
UN SUCCESSO CHE VA OLTRE IL RISULTATO
Per l’Avellino questo non è solo un 1-0 in trasferta:
– è il primo clean sheet esterno della stagione;
– è una vittoria che interrompe due ko consecutivi;
– è una risposta di carattere dopo settimane pesanti;
– è un segnale di unità tra squadra, tecnico e tifoseria.
Il successo del “Druso” non risolve tutto, ma rimette i lupi sulla strada giusta. E lo fa nel modo migliore: soffrendo, lottando e restando compatti fino all’ultimo pallone. A Bolzano, Biasci ha firmato il gol, ma a vincere è stato soprattutto lo spirito dell’Avellino.

