Rapina a casa Donnarumma: è svolta sulla notte di violenza e paura

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C’è una svolta nelle indagini sulla rapina subita da Gianluigi Donnarumma nella notte del 21 luglio 2023, un episodio che aveva profondamente segnato il portiere italiano e la sua futura moglie, trasformando la loro abitazione parigina in teatro di violenza e paura. La polizia francese ha infatti interrogato e disposto la detenzione preventiva per tre persone già detenute a Parigi, ritenute coinvolte a vario titolo nell’organizzazione del colpo.

Secondo quanto riportato dal quotidiano francese Le Parisien, si tratterebbe dei presunti mandanti dell’operazione e di colui che avrebbe fatto da palo. Una novità rilevante, perché fino a ora le indagini si erano concentrate soprattutto sugli esecutori materiali, arrestati nell’aprile del 2024: tre giovani tra i 18 e i 21 anni sospettati di aver partecipato direttamente all’irruzione nell’appartamento del portiere.

Quella notte, Donnarumma e la compagna furono legati, minacciati e lui anche picchiato. I rapinatori riuscirono a fuggire con una refurtiva stimata attorno ai 500 mila euro, composta principalmente da orologi di lusso e gioielli. Una violenza che aveva lasciato i due profondamente scossi, tanto da costringerli a ricorrere alle cure ospedaliere e a raccontare in più occasioni il trauma vissuto.

Ora l’inchiesta sembra aver imboccato una nuova direzione. Gli investigatori della Brigade de répression du banditisme della polizia giudiziaria di Parigi ritengono che l’operazione possa essere stata pianificata da detenuti già reclusi per altri reati, capaci di coordinare il colpo direttamente dalle loro celle. I tre fermati sarebbero giovanissimi, ma con profili criminali già rilevanti alle spalle.

Due di loro, soprannominati “Ganito” e “Kiki”, avrebbero rispettivamente venti e ventuno anni e sarebbero indicati come i principali organizzatori della rapina. Il primo viene descritto dagli inquirenti come la mente dell’operazione, già sospettato in passato di aver ideato altri furti con scasso violenti mentre si trovava in carcere, tra cui quello ai danni dello chef stellato Simone Zanoni. Il secondo, pur giovanissimo, avrebbe una lunga lista di precedenti che includono sequestro di persona, rapina a mano armata, reati legati alla droga e possesso illegale di armi, oltre al sospetto coinvolgimento in un tentato furto nell’abitazione della giornalista Anne-Sophie Lapix.

Il terzo arrestato, noto come “Daril B” e di appena 19 anni, avrebbe invece svolto il ruolo di palo durante la rapina nell’appartamento dell’attuale estremo difensore del Manchester City. Tutti e tre sono stati interrogati dalle autorità e successivamente trasferiti in detenzione preventiva, mentre l’inchiesta prosegue per chiarire nel dettaglio la catena di responsabilità e ricostruire l’intera rete criminale.

Per Donnarumma, la riapertura del caso e l’emergere di nuovi nomi riporta inevitabilmente alla memoria una delle notti più difficili della sua vita privata, lontano dal campo e dai riflettori sportivi. Una ferita che va oltre l’aspetto materiale e che ha scosso profondamente l’equilibrio personale della coppia.

L’indagine resta aperta e il lavoro degli investigatori prosegue nel tentativo di chiudere definitivamente un capitolo oscuro che ha colpito non solo una figura pubblica, ma una famiglia vittima di una violenza che nulla ha a che vedere con lo sport. La sensazione è che la giustizia stia muovendo nuovi passi, ma che il percorso verso la piena verità sia ancora in costruzione.