Il crollo interno contro l’Empoli e una serie di quattordici reti subite nelle ultime cinque gare hanno lasciato il segno in casa Avellino. Ora la trasferta di Bolzano contro il Sudtirol assume il valore di un vero spartiacque, una tappa fondamentale per rimettere ordine e ritrovare stabilità dopo settimane complicate.
Raffaele Biancolino ha individuato con chiarezza la strada da seguire: riportare calma, compattezza e lucidità all’interno del gruppo. Prima ancora dei tatticismi, il lavoro si concentra sulla testa, sulla capacità di scrollarsi di dosso le insicurezze e tornare a giocare con maggiore equilibrio. L’obiettivo non è solo interrompere l’emorragia difensiva, ma restituire alla squadra un’identità più solida e affidabile.
I numeri parlano di una retroguardia in affanno, spesso sorpresa e poco coordinata, ma il tecnico biancoverde punta su una risposta collettiva. Difendere bene non significa solo abbassarsi, ma muoversi in modo armonico, accorciare, leggere in anticipo le situazioni e ridurre al minimo gli errori individuali che nelle ultime uscite sono costati caro.
La gara del “Druso” si presenta come una prova di maturità. Il Sudtirol, tra le mura amiche, è avversario ostico e pragmatico, capace di sfruttare al meglio ogni minima distrazione. Servirà dunque un Avellino più ordinato, determinato e mentalmente presente dal primo all’ultimo minuto.
A rendere il quadro ancora più significativo sarà la presenza massiccia dei tifosi biancoverdi, pronti a sostenere la squadra anche lontano dall’Irpinia. Un sostegno che può diventare linfa vitale per una formazione che ha bisogno di ritrovare convinzione e sicurezza.
Più che una semplice partita, quella di Bolzano rappresenta un’occasione per resettare, per ripartire con una nuova consapevolezza. Ritrovare serenità e solidità sarà il primo passo per rimettere l’Avellino sulla strada giusta.

