L’impatto dei nuovi dazi americani sull’economia italiana potrebbe essere pesantissimo: quasi 90mila posti di lavoro a rischio, di cui oltre 13mila nel Mezzogiorno (circa il 15%). Le regioni più esposte nel Sud sono Campania (quasi 5mila posti), Puglia e Sicilia. A lanciare l’allarme è il Rapporto Svimez 2025 sull’economia e la società del Mezzogiorno.
Secondo lo studio, l’attuale fase dell’economia mondiale è segnata da una instabilità strutturale, generata da tensioni geopolitiche, cambiamenti tecnologici e fragilità dei sistemi produttivi meno innovativi. Proprio questi territori – con scarsa presenza di imprese medio-grandi e limitata capacità di investimento – sono i più vulnerabili agli effetti dei dazi.
Italia terza economia europea per export verso gli USA
La posta in gioco per l’Italia è elevata. Nel 2024 l’export verso gli Stati Uniti ha raggiunto 64,8 miliardi di euro, pari al 21% dell’export extra-Ue e al 2,9% del Pil.
Dal 2010 al 2024 le vendite italiane Oltreoceano sono più che triplicate, mentre l’avanzo commerciale – salito a 37 miliardi – si è quadruplicato.
L’esposizione però non è omogenea:
- Lombardia: 13,7 miliardi
- Emilia-Romagna e Toscana: circa 10 miliardi ciascuna
Queste tre regioni coprono da sole quasi il 55% dell’export italiano verso gli Stati Uniti.
Nel Mezzogiorno la più esposta è la Campania (1,9 miliardi), seguita da Abruzzo (1,6 miliardi), Sicilia (1 miliardo) e Puglia (930 milioni).
Pur rappresentando solo il 10% dell’export nazionale verso gli Usa, il mercato americano negli ultimi anni ha svolto un ruolo decisivo per la crescita delle regioni del Sud.
I settori meridionali più colpiti sarebbero:
- Agroindustria: 1,7 miliardi (oltre un quarto dell’export dell’area)
- Farmaceutico: 1 miliardo
- Petrolchimico: 900 milioni
Effetti globali: Cina e UE le aree più penalizzate
Secondo le stime del rapporto, i dazi provocherebbero una contrazione del valore aggiunto globale annuo di 280 miliardi di euro.
I Paesi più colpiti:
- Cina: –90 miliardi (-0.54%), un terzo dell’impatto totale
- Unione europea: –43 miliardi (15% del totale)
- Germania: –11 miliardi
- Francia e Spagna: flessioni più contenute
L’impatto sull’Italia: –6,3 miliardi e 90mila posti a rischio
Per l’Italia si prevede una perdita di 6,3 miliardi di euro (-0,3%), con effetti pesanti soprattutto nel Centro-Nord:
- Lombardia: –2 miliardi (-0,5%), quasi 25mila posti a rischio
- Veneto: –725 milioni
- Emilia-Romagna: –685 milioni
Nel Mezzogiorno, le regioni più penalizzate sarebbero:
- Campania: –240 milioni
- Puglia: –122 milioni
- Sicilia: –117 milioni
In termini relativi, cali rilevanti anche in:
- Molise: –0,4%
- Basilicata: –0,2%
L’Abruzzo, dove l’export verso gli USA vale il 4% del Pil regionale (più della media nazionale), è atteso in calo dello 0,2%.

