La Curva Sud Siberiano ha regalato nelle scorse settimane uno dei momenti più intensi e simbolici della stagione granata. In occasione del derby tra Salernitana e Casertana, lo Stadio Arechi si è trasformato in un palcoscenico di identità, passione e appartenenza grazie a una coreografia dal forte impatto visivo ed emotivo. Al centro della scenografia campeggiava la scritta “Non servono parole, c’è solo Salerno”, accompagnata dal celebre logo dei Rolling Stones, emblema universale di ribellione e spirito libero.
Il messaggio prendeva spunto da “Prisencólinensináinciúsól” di Adriano Celentano, brano che riflette sull’incomunicabilità moderna attraverso un linguaggio volutamente privo di significato. Gli ultras hanno reinterpretato quel concetto trasformandolo in una dichiarazione d’amore per la città e per i suoi colori, un modo per affermare che l’appartenenza va oltre ogni giudizio esterno e ogni limite imposto.
La Curva ha spiegato che l’intento era quello di dare voce collettiva a un sentimento condiviso, reagendo a un clima percepito come critico e soffocante. Un gesto artistico e identitario che si inserisce in una tradizione creativa consolidata, fatta di omaggi a icone musicali come i Pink Floyd e di una presenza costante anche in trasferta, come dimostrano le migliaia di tifosi al seguito in diverse piazze.
Il pubblico continua a rappresentare una colonna portante per la Salernitana. Con una media superiore ai 13.000 spettatori e oltre 5.300 abbonati, il supporto granata resta tra i più calorosi e fedeli del panorama nazionale, nonostante le recenti delusioni sportive. Ora, però, dalla società ci si attende segnali concreti, soprattutto in chiave mercato di gennaio, per riallineare il progetto tecnico al livello straordinario del sostegno che ogni settimana arriva dagli spalti.

