Gennaro Tutino ha dimostrato con i fatti cosa significhi sentirsi parte integrante di una maglia. Durante il periodo di stop forzato per infortunio, l’attaccante ha deciso di rinunciare ad alcuni mesi di stipendio, una scelta che racconta senso di responsabilità e profondo attaccamento all’Avellino.
La notizia, inizialmente annunciata dal presidente Angelo Antonio D’Agostino lo scorso settembre, è tornata alla ribalta quando al calciatore è stato chiesto un chiarimento in conferenza stampa. La risposta di Tutino è stata lineare, sobria, priva di qualsiasi intento celebrativo: “È un atto dovuto, una notizia che avrei voluto non uscisse. Per Avellino questo e altro”.
Un gesto tutt’altro che scontato, soprattutto nell’attuale panorama calcistico, dove simili scelte non rientrano nella normalità. La rinuncia a parte dell’ingaggio durante l’inattività sportiva rappresenta un segnale forte, che rafforza ulteriormente il rapporto tra il giocatore e l’ambiente biancoverde.
Il comportamento di Tutino assume un valore che va oltre il campo e il rendimento tecnico. Per l’Avellino si tratta di un vero punto di riferimento, non solo per le qualità calcistiche, ma per la capacità di incarnare lo spirito e l’identità del club. In un momento delicato della stagione, la sua figura diventa simbolo di coesione e credibilità, su cui società e tifoseria possono legittimamente riporre fiducia.

