Totti e Noemi indagati per abbandono di minore: le videochiamate e la denuncia di Ilary Blasi

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Francesco Totti e Noemi Bocchi risultano indagati dalla Procura di Roma per l’ipotesi di abbandono di minore in relazione a quanto accaduto la sera del 26 maggio 2023, quando la figlia più piccola dell’ex capitano della Roma, Isabel, sarebbe rimasta sola in casa insieme ai figli della nuova compagna mentre i due adulti si sarebbero allontanati per andare a cena. L’indagine prende origine dalla denuncia presentata da Ilary Blasi, che quella sera aveva effettuato cinque videochiamate con la figlia, per una durata complessiva di circa mezz’ora. Durante le conversazioni, la bambina avrebbe riferito di trovarsi senza la presenza di alcun adulto, affermando che il padre e la compagna erano “usciti un attimo a cena”. Un dettaglio che ha fatto scattare l’allarme e portato la madre a rivolgersi alle forze dell’ordine. Nonostante la Procura abbia successivamente avanzato richiesta di archiviazione ritenendo che non sussistessero gli estremi del reato, i legali di Blasi hanno depositato un’opposizione articolata corredata da indagini difensive, tra le quali emerge la testimonianza della tata Mandica Cocos, figura centrale nella ricostruzione dei fatti.

La versione della tata e le incongruenze

Mandica Cocos ha dichiarato di svolgere un rapporto di lavoro saltuario con la famiglia, retribuito dieci euro l’ora e privo di un contratto regolare. Nel suo verbale sostiene di essere arrivata nell’appartamento intorno alle 21, trovando Totti e Bocchi ancora presenti e i bambini già addormentati. La donna ha riferito di essersi limitata a recarsi al piano superiore per stirare, senza controllare direttamente i minori. Questa versione, però, contrasta con quanto mostrato nei video registrati da Isabel, nei quali i bambini appaiono svegli, in movimento e apparentemente soli. Inoltre, la bambina in nessuna occasione fa riferimento alla presenza della tata, rafforzando i dubbi sollevati dalla difesa di Ilary Blasi sulla reale sorveglianza esercitata quella sera. Interrogata su queste discrepanze, la donna ha spiegato di non aver sentito o visto i bambini dal piano superiore, ammettendo tuttavia che Isabel avrebbe detto di trovarsi sola con gli altri due minori. Una narrazione che non convince pienamente la parte offesa, secondo cui la presenza della tata sarebbe stata quantomeno tardiva.

L’intervento della polizia

La vicenda ha raggiunto il culmine intorno alle 23, quando Ilary Blasi ha contattato la madre chiedendole di avvisare la polizia. La volante è arrivata sul posto circa 40 minuti dopo, trovando una situazione che, secondo la Procura, non configurava un pericolo concreto per l’incolumità dei minori, ma che per la difesa della showgirl rappresenterebbe invece un caso di abbandono prolungato. Secondo gli inquirenti, infatti, i bambini erano comunque in un contesto domestico sicuro, dotati di telefono e in grado di comunicare, mentre la tata sarebbe stata disponibile a intervenire rapidamente. Tuttavia, restano agli atti orari e circostanze che potrebbero mettere in discussione la tempistica fornita dalla donna.

La posizione della Procura e dei legali di Totti

La Procura di Roma ha ritenuto che la situazione non integri gli estremi del reato, sottolineando come la stessa Blasi abbia continuato a parlare con la figlia per oltre un’ora prima di allertare le forze dell’ordine, comportamento ritenuto non coerente con la percezione di un pericolo imminente. Di diverso avviso la difesa della conduttrice, che insiste sulla “minorata difesa” della minore e sulla mancanza di un adulto realmente responsabile in casa al momento delle videochiamate. L’avvocato di Totti, Gianluca Tognozzi, ha definito la richiesta di archiviazione “puntualmente motivata”, parlando di un’iniziativa giudiziaria strumentale nel contesto del complesso contenzioso civile tra l’ex coppia.

Un caso che va oltre la cronaca

La vicenda si inserisce in un clima già teso tra Totti e Blasi, segnato da una separazione altamente mediatizzata e da una battaglia legale che coinvolge non solo aspetti patrimoniali, ma anche la tutela dei figli. In attesa della decisione del giudice sull’opposizione all’archiviazione, il caso continua a sollevare interrogativi su responsabilità genitoriale, tutela dei minori e confini tra vita privata e sfera giudiziaria. Quel che è certo è che, al di là degli esiti penali, questa storia rappresenta un nuovo capitolo delicato nel rapporto tra due figure pubbliche che continuano a confrontarsi sotto l’occhio attento dell’opinione pubblica.