La polizia ha identificato tre ventenni di origine marocchina: sono accusati di rapina e violenza sessuale. Decisivo l’intervento di una guardia giurata
Una ragazza di 19 anni è stata rapinata e violentata nella notte del 25 ottobre nei pressi del parco di Tor Tre Teste, a Roma. La giovane si trovava in auto con il fidanzato, un 25enne, in via del Pergolato nel quartiere Alessandrino quando un gruppo di cinque persone avrebbe rotto il finestrino del veicolo e assalito la coppia.
Secondo la ricostruzione della Squadra Mobile, tre giovani di origine marocchina — tutti poco più che ventenni — avrebbero trascinato fuori la ragazza e l’avrebbero stuprata, mentre la coppia veniva rapinata. A impedire conseguenze ancora più gravi è stato l’intervento di una guardia giurata che ha assistito alla scena e ha immediatamente allertato le forze dell’ordine.
I fermati e le indagini: identificati grazie a riconoscimenti e DNA
La notizia dell’aggressione è emersa solo ora, sebbene il fatto risalga alla fine di ottobre. Pochi giorni dopo la violenza, la IV sezione della Squadra Mobile ha individuato e fermato i tre presunti responsabili, frequentatori abituali della zona del Quarticciolo.
L’indagine si è sviluppata su due fronti:
• Riconoscimenti fotografici
Le vittime avrebbero identificato i tre giovani attraverso un album fotografico mostrato dalla polizia. La 19enne avrebbe anche indicato uno di loro come presunto autore della violenza sessuale.
• Analisi del DNA
Gli accertamenti genetici hanno confermato la presenza del DNA dei tre indagati all’interno dell’automobile. Non è invece emersa corrispondenza tra il DNA del sospettato indicato come stupratore e il liquido seminale trovato sul corpo della giovane.
Due indagati sono stati rintracciati nel quartiere Quarticciolo dai “falchi” della Squadra Mobile, mentre il terzo è stato fermato a Verona. Sono ora in carcere in esecuzione del decreto di fermo emesso dalla Procura di Roma.
Ricercati altri due membri del gruppo
Gli investigatori ritengono che il gruppo fosse composto da cinque persone. Sono in corso le ricerche di altri due complici, uno dei quali — secondo le dichiarazioni dei fermati — sarebbe un giovane di nazionalità tunisina indicato come presunto autore materiale dello stupro.
I telefoni cellulari dei tre arrestati sono stati sequestrati per ulteriori analisi.
Il racconto della vittima
La ragazza è stata trasportata al Policlinico Casilino intorno alle 3:30 della stessa notte. Nel referto medico e nella successiva testimonianza alla polizia, la 19enne ha riferito che, dopo essere stata minacciata, è stata costretta a seguire uno degli aggressori in un punto isolato del parco, dove sarebbe stata costretta a un rapporto sessuale completo e non consenziente.

