Oltre 100 diocesi coinvolte per sostenere vittime di violenza, con microcredito e percorsi di autonomia economica.
Cura, attenzione e opportunità di ricominciare: da anni Caritas Italiana è impegnata nel sostegno alle donne vittime di violenza, con particolare attenzione alle forme di abuso economico e sociale. La Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il 25 novembre, è un momento di visibilità ulteriore per questa attività, che tocca tutto il territorio nazionale, dal Nord al Sud Italia, grazie a una rete di oltre 100 Caritas diocesane.
Al centro dell’azione c’è il Progetto Ruth, nato nell’ambito del Microcredito di libertà, promosso dal Ministero delle Pari Opportunità in collaborazione con ABI, ENM e Federcasse. L’iniziativa consente alle donne vittime di violenza economica di accedere a finanziamenti di microcredito sociale, offrendo strumenti concreti per ricostruire la propria vita e tornare indipendenti.
“La nostra è una risposta comunitaria, che restituisce speranza a chi si trova in difficoltà e non potrebbe accedere ad altre forme di credito, rischiando di rivolgersi a sistemi illegali o usurai”, spiega Caterina Boca, responsabile del progetto per Caritas Italiana. Boca sottolinea che negli ultimi mesi il progetto ha supportato donne costrette ad abbandonare la propria casa, trasferirsi in un’altra città o cercare un’auto per raggiungere il lavoro, spesso distante a causa della violenza subita.
Un altro aspetto cruciale riguarda il controllo ossessivo sulle risorse economiche imposto dai partner maltrattanti. “In molte storie ricorrono condizioni al limite dello sfruttamento lavorativo”, evidenzia Boca. Il Progetto Ruth, insieme alle altre attività di Caritas, mira dunque a offrire non solo supporto psicologico e sociale, ma anche strumenti concreti per recuperare autonomia economica e libertà personale.

