Un’inchiesta dell’Antimafia ha rivelato l’esistenza di un presunto accordo tra i vertici dei clan camorristici D’Alessandro e Cesarano per spartirsi i lavori di pubblica utilità legati al progetto di raddoppio del Binario Unico della Circumvesuviana, che interessa il territorio di Castellammare di Stabia e zone limitrofe. Le indagini hanno intercettato un vero e proprio “summit” tra i boss, in cui si sarebbe deciso come dividere i proventi illeciti derivanti dall’infiltrazione negli appalti.
Secondo la ricostruzione, questo vertice si è reso necessario dopo l’omicidio di Salvatore Scotognella, ritenuto un trait d’union tra le organizzazioni criminali e gli imprenditori. Dalle indagini è emerso che i clan non si limitavano a imporre il pizzo, ma puntavano a controllare direttamente le ditte e le forniture. L’accusa per gli imprenditori coinvolti è di concorso esterno in associazione camorristica, in quanto avrebbero accettato di sottostare alle logiche mafiose pur di ottenere le commesse, garantendo la tranquillità sul territorio. Le intercettazioni e le testimonianze hanno supportato la tesi dell’Antimafia, rivelando un controllo esteso delle cosche sulle attività economiche.

