Un anno di arresto e 25mila euro di ammenda per gli imputati. La maxi-struttura turistica passa al patrimonio del Comune
La Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha ottenuto una condanna a un anno di arresto e a una pesante ammenda di 25mila euro ciascuno nei confronti di sei persone riconosciute colpevoli di lottizzazione abusiva. Il procedimento riguarda il complesso turistico “Resort Paradiso”, situato nella frazione Orsano di Lettere e già sequestrato nel 2019. La sentenza dispone la confisca definitiva dell’intera struttura, che sarà acquisita al patrimonio comunale.
Secondo quanto accertato dagli inquirenti, la lottizzazione abusiva sarebbe andata avanti per circa cinquant’anni attraverso interventi edilizi in assenza di titoli autorizzativi o tramite permessi ritenuti illegittimi, in un’area sottoposta a vincoli paesaggistici e classificata a elevato rischio idrogeologico.
L’attività illecita, definita “mista” perché composta da interventi materiali e da una successiva lottizzazione negoziale, ha avuto inizio nel 1964 con la progressiva edificazione del complesso ricettivo oggi noto come “Resort Paradiso”. Nella zona a monte di via Petrelle sono state realizzate nel tempo strutture multipiano che avrebbero addirittura invaso, in parte, la proprietà pubblica. Nell’area a valle, invece, tra il 1987 e il 2014 sarebbero stati eseguiti profondi movimenti di terra, scavi, opere di contenimento e la costruzione di volumetrie illegittime come parcheggi interrati, cucine e locali accessori, modificando irreversibilmente la morfologia originaria del territorio.
Ulteriori opere abusive sono state individuate anche in via San Martino, dove dal 2009 era in costruzione una grande autorimessa su due livelli, formalmente autorizzata come box pertinenziali, ma in realtà destinata a ospitare i veicoli degli avventori del complesso ricettivo.
Parallelamente agli interventi edilizi, gli indagati avrebbero predisposto una lottizzazione negoziale delle aree agricole per ampliamenti, giardini, tettoie, ulteriori parcheggi e nuove volumetrie totalmente abusive.
Le opere – realizzate in zone protette e a rischio – hanno causato secondo la Procura un forte incremento del carico urbanistico, compromettendo l’assetto del territorio e determinando uno stravolgimento ambientale significativo, con ripercussioni sulla sicurezza, sulla viabilità e sulla qualità della vita dei residenti.
Con la sentenza, la lunga vicenda giudiziaria approda dunque a una svolta decisiva: il “Resort Paradiso” diventa proprietà del Comune di Lettere, chiudendo un capitolo segnato da mezzo secolo di irregolarità edilizie.

