Divieto tifosi Savoia, Emanuele Filiberto a Giorgia Meloni: “Ferita per un’intera città”

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divieto tifosi Savoia

Divieto tifosi Savoia, Emanuele Filiberto a Giorgia Meloni: “Ferita per un’intera città”. Il Divieto ai tifosi del Savoia di assistere alla trasferta di Messina, dopo quella di Ragusa (e probabilmente estesa a quella contro l’Igea Virtus nella sfida per il primato) torna al centro del dibattito pubblico dopo il forte messaggio lanciato da Emanuele Filiberto di Savoia in occasione del 117º anniversario della storica società di Torre Annunziata. Un appello diretto al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che assume i toni di una riflessione profonda sul rapporto tra sicurezza, comunità e dignità di una città troppo spesso giudicata attraverso il peso del suo passato.

Nel suo intervento, Emanuele Filiberto descrive Torre Annunziata come una città vera, segnata da ferite profonde ma capace di trasformare il dolore in forza e il passato in consapevolezza. Una comunità che ha conosciuto la criminalità, sì, ma che oggi rivendica un’identità nuova, fatta di legalità, lavoro, studio e speranza. Un percorso di rinascita che, secondo l’erede di Casa Savoia, viene mortificato da continui provvedimenti di divieto alla tifoseria, percepiti non più come misure preventive ma come un pregiudizio sistematico.

Il Divieto ai tifosi del Savoia, in questo contesto, viene definito una ferita immeritata, che non colpisce solo un settore dello stadio, ma un intero popolo. Perché il calcio a Torre Annunziata non è solo sport: è appartenenza, identità, legame generazionale, riscatto sociale. I tifosi non sono un problema da contenere, ma famiglie, bambini, anziani, lavoratori che vivono la maglia come parte integrante della propria vita quotidiana.

Emanuele Filiberto sottolinea come il sostegno della tifoseria non rappresenti un privilegio ma un diritto, una componente essenziale della vita sportiva, al pari di qualunque altra realtà italiana. La richiesta rivolta al Governo non è di trattamento speciale, ma di rispetto, riconoscimento ed equità. Di guardare Torre Annunziata per ciò che è oggi, e non per ciò che è stata.

Un messaggio che si fa portavoce non solo del Savoia, ma di un’intera comunità che chiede di non essere più giudicata dal passato, ma dal presente e dal percorso di rinascita che sta costruendo giorno dopo giorno.

Divieto tifosi Savoia: il testo del messaggio del Principe dalla pagina Facebook del Savoia

𝐌𝐄𝐒𝐒𝐀𝐆𝐆𝐈𝐎 𝐃𝐈 𝐄𝐌𝐀𝐍𝐔𝐄𝐋𝐄 𝐅𝐈𝐋𝐈𝐁𝐄𝐑𝐓𝐎 𝐃𝐈 𝐒𝐀𝐕𝐎𝐈𝐀 𝐀𝐋 𝐏𝐑𝐄𝐒𝐈𝐃𝐄𝐍𝐓𝐄 𝐃𝐄𝐋 𝐂𝐎𝐍𝐒𝐈𝐆𝐋𝐈𝐎 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐆𝐈𝐀 𝐌𝐄𝐋𝐎𝐍𝐈

In occasione del 117º compleanno del nostro Savoia, una squadra che ha scritto la storia di un’intera comunità, sento il dovere di rivolgere un appello a chi governa questa Nazione, a chi gestisce la sicurezza e a chi ha la responsabilità di garantire equità e rispetto nei confronti dei cittadini. Ci sono città nate per essere comode.

E città nate per essere vere.

Torre Annunziata appartiene a questa seconda categoria.

Una comunità che ha attraversato momenti difficili, spesso raccontata più attraverso le sue ferite che attraverso la sua forza.

È una città sulla cui pelle, in passato, la criminalità ha inciso segni profondi.

Ferite che hanno toccato persino chi, come Giancarlo Siani, aveva scelto di raccontare la verità con la limpidezza e il coraggio di un giovane giusto.

Siani non era di Torre Annunziata, ma il suo sacrificio vive per sempre in questa città.

Ed è proprio per questo che oggi Torre Annunziata è Giancarlo Siani, una città che rifiuta il buio del passato, che affronta ogni giorno la sfida della legalità, che non vuole più essere giudicata attraverso il filtro di una minoranza deviata che, anni fa, aveva preso il sopravvento. Torre Annunziata oggi vive, cresce, cambia, lavora, studia, spera.

È una città che vuole essere ricordata per ciò che è davvero: coraggio, dignità, verità. Ed è alla luce di questa identità nuova, forte e consapevole che l’ennesimo divieto di trasferta rivolto alla tifoseria del Savoia appare come una ferita immeritata. Una ferita che non colpisce un settore di stadio, ma un intero popolo.

Una comunità che vive il calcio come appartenenza, come legame, come riscatto. Limitare continuamente questa possibilità non è più una misura di sicurezza, è un freno alla dignità di una città che da troppo tempo lotta per liberarsi dai pregiudizi.

Il sostegno della propria tifoseria non è un privilegio: è una componente essenziale della vita sportiva.

Negarlo sistematicamente significa creare una disparità che incide non solo sulle gare, ma sul cuore della gente.

Noi non chiediamo eccezioni. Non chiediamo favoritismi. Non chiediamo di essere più di altri. Chiediamo solo rispetto. Chiediamo riconoscimento. Chiediamo giustizia.

Torre Annunziata merita di essere guardata per ciò che è oggi, una città che si alza, che cambia, che prova, che si impegna. Una città che ha sofferto, sì, ma che ha saputo trasformare quel dolore in forza, e quella forza in futuro. I tifosi del Savoia rappresentano tutto questo. Sono famiglie, bambini, anziani, lavoratori: persone che amano una maglia che è parte della loro identità. E non meritano di essere trattati come un problema. Siamo qui, insieme, per dare voce alla loro dignità. Per dire che questa città non deve più essere giudicata dal suo passato, ma dal suo presente. E che ogni cittadino di Torre Annunziata ha diritto allo stesso rispetto, agli stessi diritti e alla stessa considerazione di qualunque altra città italiana.

𝑺.𝑨.𝑹. 𝑬𝑴𝑨𝑵𝑼𝑬𝑳𝑬 𝑭𝑰𝑳𝑰𝑩𝑬𝑹𝑻𝑶 𝑫𝑰 𝑺𝑨𝑽𝑶𝑰𝑨