Auto del sindaco: permesso di sosta scaduto dal 1° gennaio 2025. Un contrasto che fa rumore nel quadro degli aumenti di sosta a Pagani

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©Paganistan.

di Marco Visconti

Dopo l’adeguamento delle tariffe approvato il 21 febbraio 2024, che ha innalzato in modo significativo i costi degli abbonamenti annuali, l’autovettura intestata al sindaco Raffaele Maria De Prisco presenta un permesso di sosta con validità dal 3 settembre 2024 al 31 dicembre 2024, dunque scaduto dal 1° gennaio 2025. Il piano tariffario introdotto a inizio 2024 aveva aggiornato prezzi rimasti invariati dal 2015, con aumenti che in alcuni casi hanno superato il 100%. Le nuove quote prevedono, tra le altre cose, il passaggio da 60 a 150 euro annui per la sosta nella singola zona di residenza e da 150 a 180 euro per la sosta in tutte le zone della città. Nel contesto di un sistema rimodulato per ristabilire equilibrio economico e gestione ordinata del servizio, la presenza di un permesso non aggiornato proprio sull’auto del primo cittadino introduce un contrasto evidente sul piano dell’immagine istituzionale. Non si tratta di stabilire irregolarità formali, questo spetta esclusivamente agli organi competenti, ma di rilevare una discrepanza tra le nuove rigidità introdotte e la cura con cui tali prescrizioni vengono adottate da chi le ha promosse.

© Paganistan.

L’esposizione di un permesso scaduto non implica automaticamente violazioni, né lascia supporre comportamenti intenzionali. Tuttavia, quando l’ente richiede alla comunità un adeguamento economico significativo, ogni elemento che riguarda l’applicazione delle stesse norme da parte dei rappresentanti istituzionali assume un peso comunicativo rilevante. La coerenza tra norme e comportamenti, soprattutto nella loro dimensione pubblica e visibile, è parte integrante del ruolo istituzionale e contribuisce alla credibilità dell’azione amministrativa.

La foto del primo cittadino di Pagani.

La risposta del sindaco

Il primo cittadino risponde tramite social network con una foto in cui viene ripreso un pagamento, di cui non viene rimarcato il numero di targa, in data 29/07/2025. C’è da precisare che, sulla base di quanto riportato sul permesso di sosta, la data di scadenza è stata il 1° gennaio 2025. Dunque, dal 1° gennaio al 29 luglio il primo cittadino, stando alla foto condivisa, non avrebbe pagato la sosta annuale. Subito dopo, risponde tramite i social nel seguente modo: “Leggo di una polemica sterile sul mio abbonamento scaduto del parcheggio, regolarmente pagato e rinnovato. Fatevi la domanda, invece, quali sindaci in Italia non hanno il posto auto sotto il palazzo comunale e quanti invece utilizzano vigili o autisti per spostarsi. Siete banali. Il tesserino esposto scaduto è solo figlio di una distrazione perché ho il nuovo e il vecchio in auto, e per fretta ho esposto il vecchio”. Va inoltre precisato che l’auto sostava in Piazza Bernardo D’Arezzo, stando al permesso di sosta, dice “a esclusione di Piazza Bernardo D’Arezzo”.