La Real Acerrana condannata: ammenda di 3.500 € e gara a porte chiuse

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La Real Acerrana subisce una pesante sanzione da parte del Giudice Sportivo per gli episodi verificatisi durante la partita contro la Fidelis Andria: un’ammenda di 3.500 € accompagnata dall’obbligo di disputare una gara interna a porte chiuse. Il provvedimento è stato deliberato nella seduta del 18 novembre 2025 e riguarda la gara disputata il 16 novembre scorso.

Secondo il comunicato ufficiale, la sanzione si è concretizzata a causa di una serie di gravi violazioni: persone non autorizzate ma chiaramente riconducibili alla società che si sono stazionate nei corridoi antistanti gli spogliatoi e lungo il percorso verso il campo, senza “fattiva collaborazione” della società stessa; espressioni gravemente offensive e intimidatorie da parte di sostenitori nei confronti della terna arbitrale; ritardi nella consegna delle chiavi dello spogliatoio e del veicolo arbitrale, che hanno generato attesa e tensione.

La decisione assume un peso ancora maggiore se contestualizzata alla condizione sportiva della Real Acerrana: la squadra, che attraversa già una fase molto difficile nel girone H della Serie D, si trova ora obbligata a giocare una delle prossime gare interne in un silenzio forzato. L’assenza del pubblico, tradizionalmente elemento vitale in casa, diventa un ulteriore ostacolo in un momento in cui il sostegno della tifoseria poteva risultare decisivo.

La società ha già comunicato la propria presa d’atto della sanzione, pur non commentando nei dettagli le motivazioni. Sarà ora indispensabile che la Real Acerrana attivi percorsi di responsabilizzazione interna e adegui i meccanismi di controllo degli accessi e del comportamento dei propri sostenitori. Nel frattempo, il club dovrà affrontare la prossima partita casalinga senza pubblico, con il doppio impegno di contenere le penalizzanti ripercussioni tecniche e morale che la misura comporta.

Una giornata nera per la squadra granata, che deve adesso dimostrare di avere la compattezza necessaria per reagire: non solo sul campo, ma anche nella gestione dello spogliatoio e della curva. Il calcio dilettantistico chiede passione, ma anche responsabilità: il silenzio delle tribune dovrà diventare l’occasione per riflettere e ripartire.