Sono ore di grande fermento a Castellammare di Stabia, dove la Juve Stabia sta vivendo una fase decisiva del proprio percorso societario. L’amministrazione giudiziaria, entrata in carica dopo l’inchiesta che ha portato alla luce l’infiltrazione del clan D’Alessandro in alcuni servizi esterni alle partite, sta procedendo con un lavoro meticoloso e profondo. Le carte dell’indagine vengono analizzate una per una, senza lasciare zone d’ombra, con l’obiettivo di garantire un futuro limpido al club.
Nonostante la società non sia ritenuta responsabile sul piano sportivo – come già spiegato facendo riferimento al Codice di Giustizia Sportiva – gli amministratori giudiziari vogliono imprimere una svolta netta. La linea è chiara: nessun equivoco, nessuna ambiguità, nessuna figura che possa riaprire ferite o alimentare sospetti. La Juve Stabia deve ripartire da una base completamente sgombra da qualsiasi collegamento, anche indiretto, con ciò che emerge nelle carte della Procura.
Per questo, tutti coloro che, secondo gli inquirenti, hanno avuto rapporti o ruoli collegati ai servizi finiti sotto indagine non faranno più parte dell’organizzazione gialloblé. “Si vuole un taglio netto”, filtra dall’ambiente, un messaggio che risuona come un cambio di paradigma. Non ci saranno più dipendenti, collaboratori, fornitori o contatti che risultano nelle carte dell’inchiesta a prendere parte alla vita operativa del club.
È una decisione che mira a proteggere il futuro, a blindare la reputazione della società e a creare un ambiente sano, trasparente, completamente separato dagli eventi del passato. La Juve Stabia, sotto la guida sportiva di figure come il direttore Matteo Lovisa e con una proprietà in via di riassetto, vuole dimostrare di essere un club moderno, pulito e orientato solo allo sport.
Questa fase di riorganizzazione non è semplice, ma è vissuta con maturità. All’interno del gruppo squadra, qualcuno ha confidato che “si sente la volontà di costruire qualcosa di diverso”, una frase che fotografa bene l’atmosfera. Anche in campo, i risultati e la compattezza mostrata negli ultimi tempi hanno confermato che lo spogliatoio non ha risentito del terremoto giudiziario.
Adesso, però, si entra nel vivo del nuovo corso: una Juve Stabia che non vuole più guardarsi indietro e che sta scegliendo con chiarezza la strada della trasparenza totale. Una scelta coraggiosa, necessaria e destinata a segnare una nuova epoca nella storia del club.

