Il consigliere comunale Nino Di Maio interviene dopo la decisione del Sindaco di considerarlo “fuori dal perimetro della maggioranza”, definendo la scelta “sorprendente e rammaricante” e respingendo con fermezza le accuse basate su “presunte zone d’ombra”.
Il percorso e l’impegno politico-sociale
Di Maio sottolinea il proprio percorso nel mondo sindacale e nel sociale, ricordando una vita spesa “ai più alti livelli del sindacato, a difesa di lavoratori e famiglie” e l’impegno verso i giovani, “dall’oratorio del rione Scanzano ai tanti progetti contro l’abbandono e la devianza”.
“Non ho mai avuto bisogno di certificati di buona condotta politica: la mia storia parla per me”, afferma, rivendicando la trasparenza e il rigore con cui ha affrontato il suo mandato in Consiglio comunale.
Difesa dell’integrità personale e critica all’applicazione della legge
Il consigliere respinge qualsiasi tentativo di mettere in discussione la sua reputazione: “Non permetterò a nessuno di gettare fango sulla mia immagine, né da chi siede oggi in Consiglio, né da chi, dietro le quinte, pretende di pontificare mentre il passato pesa come un macigno”.
Di Maio ribadisce inoltre la piena fiducia nella magistratura e nelle forze dell’ordine, precisando che né lui né suo figlio risultano indagati, criticando quella che definisce un’applicazione “a fasi alterne” del principio di presunzione di innocenza.
No alle dimissioni e proposta istituzionale
Esclude categoricamente l’ipotesi delle dimissioni e rivendica la propria “dignità istituzionale e personale”, contestando l’autorevolezza di alcune figure che, a suo giudizio, non sarebbero in grado di valutare correttamente il suo operato.
La proposta più significativa riguarda la richiesta al Sindaco di richiedere al Prefetto la nomina di una Commissione di Accesso, definita l’unico organismo “terzo e indipendente” capace di verificare eventuali rischi o condizionamenti legati alla sua presenza in Consiglio.
“Chi non teme la verità non può temere il controllo”, conclude Di Maio, convinto che solo una verifica “autorevole e super partes” possa ristabilire “serenità, credibilità e trasparenza nell’azione amministrativa”.

