Il governatore della Campania critica duramente le idee lanciate in campagna elettorale: «Ignorano la legge e illudono i cittadini».
Vincenzo De Luca rompe il silenzio e risponde con toni durissimi alle proposte avanzate dal centrodestra sul condono edilizio e sull’aumento delle pensioni minime tramite fondi europei. Il presidente della Regione Campania definisce gli avversari politici «sciagurati», «ciucci», «cialtroni» e «irresponsabili» che, a una settimana dal voto, «si inventano il condono» e diffondono promesse che non trovano alcun fondamento normativo.
Il governatore ricorda che due anni fa la Campania presentò in Parlamento una proposta specifica per affrontare il tema degli ottantamila alloggi abusivi che non possono essere demoliti. De Luca rivendica una linea chiara: ciò che non è sanabile non deve essere sanabile. Gli abusi realizzati da chi è già proprietario di un immobile non devono ricevere alcuna forma di sanatoria. Gli edifici costruiti dalla camorra o quelli sorti sui greti dei fiumi non possono essere condonati. Per le aree interne, dove non vi sono violazioni sostanziali delle norme di civiltà e legalità, il governatore ribadisce invece la necessità di piani di zona che consentano la regolarizzazione e l’applicazione delle sanzioni a chi ha commesso l’abuso. Una soluzione pragmatica che, accusa De Luca, il governo nazionale ha completamente ignorato.
Sul tema delle pensioni il presidente entra ancora una volta nel merito tecnico e definisce «un’altra palla» l’idea di finanziare l’aumento delle minime con i fondi Ue. Secondo De Luca, chi sostiene questa proposta dimostra di non conoscere la normativa europea, perché i fondi sociali non possono essere utilizzati per misure di sostegno al reddito, competenza esclusiva degli Stati. Il governatore ricorda inoltre che nel 2020 la Campania raddoppiò le pensioni minime solo per due mesi, utilizzando i fondi di coesione per sostenere la popolazione più fragile e non per intervenire direttamente sul sistema pensionistico.
De Luca chiude la sua replica accusando il centrodestra di «parlare a capocchia» e di inseguire la demagogia, con l’unico obiettivo di racimolare consensi in vista delle elezioni. Una risposta che riaccende lo scontro politico regionale e rimette al centro del dibattito la sostenibilità concreta delle proposte avanzate in campagna elettorale.

