Due politici indagati per voto di scambio politico-mafioso nel Nolano

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Nessuna misura cautelare per il sindaco di Cicciano Giuseppe Caccavale e per l’ex candidato sindaco di Casamarciano Andrea Manzi. Dalle carte emergono tentativi di sostegno elettorale da parte del clan e una presunta tangente da 18mila euro.


Nuovi dettagli emergono dall’inchiesta che ha portato a decine di arresti nel Nolano e che coinvolge anche due figure politiche locali, entrambe indagate per voto di scambio politico-mafioso. Si tratta del sindaco di Cicciano, Giuseppe Caccavale, e dell’ex candidato sindaco – oggi all’opposizione – di Casamarciano, Andrea Manzi. Per nessuno dei due il giudice ha disposto misure cautelari.

Secondo quanto riportato nella misura cautelare firmata dal gip Iaselli, il presunto affiliato Aniello Ambrosino avrebbe cercato di sostenere la candidatura di Caccavale per conto del clan. Una circostanza che lo stesso giudice invita a valutare con prudenza: negli atti non emergono infatti «elementi univoci» che dimostrino la reale partecipazione del sindaco di Cicciano a un patto politico-mafioso iniziale.

In questo presunto accordo sarebbe stato coinvolto anche Antonio Bernardo, fratello dell’assessora comunale Carmela Bernardo, che non risulta indagata.

Vicenda distinta ma ugualmente complessa quella di Casamarciano, dove – secondo gli inquirenti – il sostegno elettorale della camorra avrebbe comportato una tangente di 18.500 euro. Qui risulta indagato Andrea Manzi, classe 1960, accusato di aver accettato la promessa di voti dal clan Russo in cambio dell’erogazione del denaro e della disponibilità a favorire gli interessi del gruppo criminale.

Dalle intercettazioni emerge anche un dialogo del 2023, successivo alle elezioni, in cui Manzi avrebbe citato una somma di «20mila euro» riferita alla campagna elettorale, subito corretta dal suo interlocutore in «18», cifra che coincide con quella indicata nelle indagini.

Agli atti figura inoltre una conversazione ambientale in cui Gennaro Stefanile, ora detenuto e ritenuto intermediario nella presunta trattativa, avrebbe commentato: «I soldi sono stati cacciati, ma i voti dove stanno?».

Tutti i soggetti citati devono essere considerati estranei ai fatti fino a prova contraria e avranno diritto a fornire la propria versione nel corso del procedimento in corso.