“La camorra si è evoluta e ha radici profonde nel territorio”, così ha spiegato il magistrato Nicola Gratteri al termine delle indagini che hanno portato all’arresto di 44 persone nel Napoletano. L’inchiesta ha documentato come i clan Russo e Licciardi abbiano stretto un rinnovato patto criminale, con interessi che vanno dal racket delle forniture al settore immobiliare, fino al controllo delle agenzie di scommesse e al condizionamento del voto in alcuni comuni del Nolano.
Secondo Gratteri, l’operazione dimostra come la criminalità organizzata non si limiti più alle estorsioni tradizionali, ma operi attraverso un sistema sofisticato che coinvolge politici locali e intermediari apparentemente “puliti”.
Il patto tra clan Russo e Licciardi
Le indagini hanno ricostruito l’accordo tra i clan Russo, storicamente egemoni nel Nolano, e Licciardi, legata agli interessi comuni nel settore delle scommesse, autorizzate e clandestine. I Licciardi fornivano le piattaforme di gioco online, mentre i Russo riscuotevano le giocate finali, operando su siti sia con dominio “.it” che “.com”.
Tra gli arrestati spicca un rampollo della famiglia Russo, laureato in ingegneria, che utilizzava un lavoro apparentemente legittimo in un ufficio di intermediazione per sostenere gli interessi del clan.
Estorsioni e condizionamento elettorale
Le denunce risultano quasi assenti: l’unica proveniva da una donna dell’ufficio tecnico di Nola che ha segnalato pressioni indebite. L’inchiesta ha documentato scambi elettorali a Cicciano (maggio 2023) e Casamarciano (giugno 2022), con candidati e amministratori che avrebbero procacciato voti tramite intermediari legati ai clan.
Coinvolgimento politico e operazioni immobiliari
Tra le operazioni documentate, la vendita di un terreno della Curia per 500.000 euro a società riconducibili al clan. Un politico locale avrebbe avvertito una dipendente comunale con la frase: “stai attenta a come ti comporti”, sottolineando la pressione esercitata sui funzionari pubblici.
Una camorra che sa adattarsi
Secondo Gratteri, questo caso conferma come la camorra sappia reinventarsi, combinando criminalità economica e influenza politica, entrando in settori legittimi dell’economia e controllando il territorio in maniera capillare.

