Condono edilizio, per il centrosinistra: “annunci elettorali”

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La proposta di riaprire il condono edilizio del 2003 contenuta in un emendamento di Fratelli d’Italia alla manovra scatena le dure critiche del centrosinistra. Roberto Fico, candidato del centrosinistra, definisce l’iniziativa “un annuncio disperato per una coalizione che sa di aver perso le elezioni e si aggrappa ai suoi evergreen”. In un post su Facebook, l’ex presidente della Camera sottolinea che i cittadini “vanno rispettati” e meritano chiarezza, e non slogan riciclati o annunci a uso elettorale.

Fico boccia anche la recente proposta di aumentare di cento euro le pensioni minime in Campania, considerandola “una sceneggiata grottesca”, confusa e rapidamente smentita dai vicepremier. Secondo il candidato, entrambe le iniziative rientrano in una strategia propagandistica, lontana da interventi concreti sulle reali esigenze della popolazione.

Sul fronte Pd, Piero De Luca definisce l’emendamento un atto “gravissimo”, volto non a risolvere l’emergenza abitativa ma a raccogliere consenso in Campania alla vigilia del voto. Il segretario regionale sottolinea l’assenza di un piano casa reale: “Invece del piano da 15 miliardi promesso, arriva l’ennesimo condono acchiappa-voti”, aggiungendo che la situazione diventa “grottesca” a causa delle contraddizioni nella maggioranza. Da un lato Cirielli applaude pubblicamente il condono, dall’altro Tajani parla di valutare ogni caso singolarmente, mentre Meloni rimane in silenzio nonostante le promesse passate di “mai più condoni”.

De Luca evidenzia le conseguenze concrete di questa gestione: mentre in Campania migliaia di famiglie affrontano una grave emergenza abitativa, l’emendamento non prevede risorse né interventi per le case pericolanti, lasciando spazio esclusivamente a propaganda e promesse elettorali. Per il Pd, conclude De Luca, la presidente Meloni dovrebbe ritirare immediatamente l’emendamento e presentare un piano serio per affrontare la crisi abitativa, evitando di sfruttare le difficoltà dei cittadini a fini elettorali.