Meloni a Napoli: “Serve una nuova guida per la Campania”

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Nel comizio per Edmondo Cirielli, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Campania, la premier punta sul rilancio del Sud, critica il modello De Luca e rilancia le proposte su sicurezza, sviluppo e lavoro.


La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta al Palapartenope di Napoli per sostenere la candidatura di Edmondo Cirielli alla guida della Regione Campania, in vista delle elezioni regionali del 23 e 24 novembre. Davanti a una platea gremita, la premier ha sottolineato come, dopo venticinque anni di governo regionale affidato al centrosinistra, sia arrivato il momento di cambiare rotta. Meloni ha parlato di “energia particolare” raccolta in una terra che considera “magnifica e unica”, invitando gli elettori a credere nelle potenzialità del territorio.

Nel suo intervento, la premier ha ribadito che la Campania ha tutte le condizioni per diventare il vero motore di sviluppo del Mezzogiorno, grazie anche alle misure adottate dal governo negli ultimi due anni. Tra queste ha citato la Zes Unica, gli investimenti infrastrutturali, la riforma delle politiche di coesione e i provvedimenti per sostenere l’occupazione. Secondo Meloni, questi strumenti hanno permesso al Sud di crescere più della media nazionale sia in termini di Pil che di occupazione, confermando una nuova vitalità economica.

La premier ha poi criticato la narrazione di un Mezzogiorno considerato per troppo tempo come un’area da compatire o assistere. Ha definito il Sud “una civiltà millenaria da celebrare, un patrimonio da difendere e una grandezza da riconquistare”. Da qui l’invito a rompere con la rassegnazione e a costruire insieme un futuro diverso.

Durante il comizio, Meloni ha difeso con forza la candidatura di Edmondo Cirielli, definendolo “un padre amorevole, un militante instancabile, un amministratore capace e un patriota appassionato”. Lo ha presentato come un uomo radicato nel territorio, che ha sempre messo gli interessi della Campania al di sopra dei propri.

Non sono mancati attacchi al centrosinistra, in particolare alle proposte di patrimoniale. Secondo Meloni, si tratterebbe di una misura “tardo-comunista” che finirebbe per colpire i redditi medi, e che il suo governo non permetterà di introdurre. Ha poi criticato duramente la gestione del Superbonus, definendolo un meccanismo che ha lasciato “un debito da 120 miliardi di euro”, risorse che sarebbero potute essere utilizzate per sanità, formazione e lavoro.

Sul fronte della sicurezza, la premier ha rivendicato la decisione di abbassare a 14 anni la soglia per l’applicabilità della custodia cautelare, spiegando che l’obiettivo è sottrarre i minori dal controllo della criminalità organizzata e impedire alla camorra di usare adolescenti come manovalanza.

Meloni ha poi rivolto pesanti critiche al presidente uscente Vincenzo De Luca, accusandolo di “fare il gioco delle tre carte” sui dati delle liste d’attesa. Ha sostenuto che i risultati vantati dal governatore riguardano solo le prestazioni urgenti e brevi, mentre la Campania continuerebbe a registrare ritardi molto superiori alla media nazionale nelle prestazioni differite e programmate, che rappresentano la maggior parte del totale. Ha attaccato anche il Movimento 5 Stelle e Roberto Fico, accusandoli di voler perpetuare un modello che loro stessi avevano definito clientelare.

Nel finale, Meloni ha invitato i sostenitori a mobilitarsi in ogni piazza, raccontando programmi e obiettivi del centrodestra e ribadendo che l’alternativa ai fallimenti e al clientelismo esiste. Un’alternativa che, secondo la premier, porta i nomi di Fratelli d’Italia, della coalizione di centrodestra e del candidato presidente Edmondo Cirielli.