Il dopo partita di Moldavia-Italia si trasforma in un fiume in piena. Rino Gattuso, visibilmente teso, risponde con durezza alle domande dell’inviata Rai Tiziana Alla e sbotta contro parte del pubblico azzurro presente sugli spalti, accusato di aver rivolto cori di contestazione durante il match: “Dire ai miei giocatori ‘andate a lavorare’ è una vergogna. La squadra sta combattendo, sentirsi insultare fuori casa non lo accetto”.
Una reazione forte, che racconta un clima sempre più complicato attorno alla Nazionale, nonostante il 2-0 conquistato a Chisinau grazie ai gol di Mancini ed Esposito.
Gattuso rivendica la prestazione: “Abbiamo cambiato undici giocatori, potevamo anche rischiare di perderla. Invece i ragazzi hanno fatto quello che dovevano fare. Io sono soddisfatto”.
Lo sfogo però si allarga anche alle regole delle qualificazioni ai Mondiali 2026, che costringeranno l’Italia ai playoff nonostante le sei vittorie ottenute finora. Ed è qui che il tecnico calabrese scivola in un confronto improprio con la distribuzione dei posti continentali: “Ai miei tempi la miglior seconda andava al Mondiale. Nel ’94 le africane erano due, ora sono otto… Non è una polemica, ma così è tutto più complicato”.
Un passaggio discutibile, che ha immediatamente sollevato critiche sui social e tra gli addetti ai lavori: nel 2026, infatti, il Mondiale è stato ampliato proprio per garantire un accesso più equo a tutte le confederazioni, non per penalizzare l’Europa. L’aumento dei posti africani non influisce sul percorso dell’Italia, che dipende esclusivamente dai risultati nel proprio girone.
Lo sfogo di Gattuso, insomma, riflette più la crescente pressione attorno alla Nazionale che un’analisi oggettiva delle regole FIFA. Una serata tesa, chiusa con tre punti ma aperta da polemiche che rischiano di accompagnare gli azzurri fino alla decisiva sfida con la Norvegia.

