Fabio Paratici: “Avevo vergogna di difendermi per non aver fatto nulla”

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Fabio Paratici

L’incubo è davvero finito. Dopo due anni e mezzo di stop forzato, Fabio Paratici torna finalmente operativo: il dirigente del Tottenham ha ufficialmente scontato la squalifica legata all’inchiesta Prisma, che lo aveva costretto a lasciare la Juventus e a sospendere buona parte della sua attività da direttore sportivo. Un periodo che lui stesso definisce «lungo, mediatico, doloroso», ma anche trasformativo.

«Avevo vergogna di difendermi. Ho sempre sentito di non aver fatto nulla. È stata una vicenda molto mediatica, estenuante… alla fine mi sono sentito una persona migliore», racconta a Sky Sport. Un sentimento che accompagna il suo ritorno, con un pizzico di amarezza per quanto accaduto: «Sono rimasto sorpreso che si commentasse così tanto senza sapere. Questa situazione mi ha precluso molte possibilità lavorative».

Tra queste, Paratici ammette implicitamente anche quella sfumata con il Milan: a giugno i rossoneri avevano valutato proprio il profilo dell’ex dirigente juventino prima di andare forte su Igli Tare. «Siamo stati molto vicini», conferma. «Ma non sto qui a chiedermi perché non abbiamo chiuso».

A Londra, invece, ha trovato un ambiente pronto ad accoglierlo: «Al Tottenham mi fanno sentire a casa: qui non mi hanno mai giudicato, ma supportato e aiutato». Oggi, libero da vincoli, può tornare a fare ciò che definisce senza esitazioni un’arte: costruire squadre vincenti. «È come uno chef: devi mettere tutti gli ingredienti insieme per creare un grande piatto. Trovare un singolo giocatore bravo è relativamente semplice. Comporre una squadra, far sì che tutti i tasselli combacino… quello è il vero lavoro».

Nell’intervista c’è spazio anche per una riflessione sulla sua carriera: «Le vittorie si dimenticano in fretta. Sono le sconfitte a restare con me: la Coppa Italia con la Samp, le finali di Champions con la Juve, la Supercoppa europea con il Tottenham. Quando perdo provo un dolore fisico: per questo voglio sempre che non si ripeta».

Ora, però, è tempo di ricominciare. Paratici riparte da Londra, con la voglia di tornare protagonista e la consapevolezza di essere uscito più forte da una delle fasi più complicate della sua vita professionale.