Fico e il gozzo e la nave di scorta

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L’ex Presidente della Camera, oggi candidato alla Regione Campania, al centro delle accuse per l’uso della scorta in mare e un presunto posto barca agevolato. Fico replica: “Attacchi strumentali, tutto trasparente”.


Da settimane la politica campana e nazionale si interroga sulla barca di Roberto Fico, ex Presidente della Camera e attuale candidato alla presidenza della Regione Campania per il centrosinistra. Tra ironie, illazioni e accuse, la vicenda del suo “gozzetto” ormeggiato a Nisida ha acceso il dibattito.

Secondo quanto ricostruito da La Verità, l’imbarcazione di Fico non sarebbe il cabinato “Paprika”, comparso su diversi media, ma un piccolo gozzo in legno blu, senza cabina, utilizzato per brevi uscite nel Golfo di Napoli. Durante le sue gite in mare, anche nel periodo successivo alla fine del mandato parlamentare, Fico sarebbe stato accompagnato da un’imbarcazione delle forze dell’ordine, in servizio di scorta.

Una scelta legittima, precisano gli esperti: gli ex Presidenti della Camera hanno la facoltà di mantenere la scorta anche dopo la cessazione dell’incarico. Tuttavia, la presenza di un’imbarcazione di sicurezza, spesso di grandi dimensioni, ha attirato curiosità e polemiche tra i diportisti napoletani, data la discrepanza visiva tra il piccolo gozzo e la nave di scorta.

Sulla vicenda è intervenuto anche Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia al Senato, che ha chiesto chiarimenti: “Fico risponda — ha dichiarato — è vero che tempo fa ottenne un posto barca nel porto militare dell’Aeronautica, area interdetta ai civili, a canone agevolato di appena 500 euro l’anno?”.

A rincarare la dose è stato il senatore Antonio Iannone, segretario regionale di Fratelli d’Italia: “Da Presidente della Camera dei Deputati dovrebbe sapere che ogni anno si dichiara il proprio stato patrimoniale. Non ci risulta che abbia comunicato l’acquisto di una barca entro i tre mesi dalla fine del mandato”.

Fico ha replicato alle accuse con fermezza: “Non rispondo alle offese. Sono molto sorpreso dal tenore di certi attacchi: la barca, la scorta, il mio lavoro… tutte stupidaggini per delegittimarmi. Da presidente della Vigilanza Rai e poi della Camera ho volontariamente rinunciato o restituito circa 700mila euro di indennità. Tutto ciò che ho fatto e faccio è assolutamente trasparente”.

Resta infine aperta una domanda, che in molti — anche tra i suoi stessi elettori — si pongono: quanto è costato al contribuente il servizio di scorta in mare al quale Fico, pur legittimamente, avrebbe potuto rinunciare al termine del suo incarico?