Vittima di revenge porn si costituisce parte civile: “Denunciare è un dovere”

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Una giovane donna racconta in aula la sua battaglia per la dignità dopo la diffusione di immagini private. «La mia fiducia tradita, ma oggi chiedo giustizia».


Si è presentata in aula, al Tribunale di Nola, per guardare negli occhi chi le ha distrutto la vita e per affermare il suo diritto alla giustizia. È la storia di una giovane donna vittima di revenge porn che, assistita dalla penalista Esther Lettieri, ha deciso di costituirsi parte civile nel processo contro l’uomo che avrebbe diffuso immagini e video della sua intimità.

La donna ha raccontato come la pubblicazione non consensuale dei contenuti abbia segnato in modo profondo la sua esistenza. «La mia vita è stata devastata dalla diffusione di immagini della mia sfera privata da parte di una persona con cui avevo intrecciato una relazione», ha dichiarato in aula. «La mia fiducia è stata tradita, sono stata costretta a lasciare Napoli. Oggi sono qui per ribadire che denunciare è un dovere, per me e per tutte le donne che subiscono violenze di questo tipo».

Assistita dall’avvocata Lettieri, la giovane ha voluto mandare anche un messaggio ai più giovani, invitandoli alla responsabilità e al rispetto: «Quando si maneggiano immagini e contenuti del proprio vissuto, bisogna ricordare che dietro ogni foto ci sono persone, affetti, dignità. Le relazioni finiscono, ma il rispetto non deve mai venire meno».

Il processo proseguirà nelle prossime udienze con l’ascolto dei testimoni e l’esame del materiale acquisito dagli inquirenti. La vicenda, come sottolineano fonti giudiziarie, si inserisce nel crescente numero di denunce per revenge porn in Campania, fenomeno che colpisce in modo trasversale donne e uomini, spesso giovanissimi, e che continua a rappresentare una delle forme più insidiose di violenza digitale.