Mentre alcuni dei maggiori club europei discutono la possibilità di introdurre una sesta sostituzione nei campionati, il calcio si ritrova a fare i conti con le conseguenze inattese della regola delle cinque sostituzioni, introdotta come misura d’emergenza durante la pandemia del 2020 e poi resa permanente.
L’idea era quella di tutelare i giocatori da sovraccarichi e infortuni, ma i dati e le sensazioni in campo raccontano tutt’altro: le squadre, spinte da ritmi sempre più alti e da calendari congestionati, sembrano più provate che mai. In Premier League, ad esempio, riporta il giornalista del The Athletic Michael Cox, dall’inizio della stagione 2022-23 i tecnici hanno utilizzato almeno quattro cambi nel 72% delle partite, segno di quanto la regola sia diventata parte integrante della tattica moderna. Anche Gasperini, tra i tecnici più illuminati del nostro calcio, si è schierato apertamente contro questa innovazione: “Poi i cambi li faccio in corsa, perché per quanto non mi piacciono le 5 soluzioni io le uso sempre tutte. Non calano più le squadre, con tutti questi cambi oggi sembra basket. Le partite prima, secondo me, erano anche più belle. Le regole sono quelle e pur non piacendomi gli slot li uso“.
Tuttavia, gli effetti collaterali sono evidenti. Le partite hanno assunto un ritmo quasi esasperato, con dieci giocatori freschi che entrano a duello con avversari stremati, alterando l’equilibrio fisico e tecnico del gioco. Il risultato? Meno spazio per la creatività, più dipendenza da schemi e palle inattive, e un impatto che favorisce nettamente i club più ricchi, dotati di panchine profonde e alternative di livello. Ne consegue che le neopromosse partono con un gap difficilmente colmabile durante la stagione, la quota salvezza crolla e gli allenatori si sentono in dovere di fare i 5 cambi. Pisacane, allenatore del Cagliari, tende spesso a conservare i giocatori più tecnici per l’ultimo scampolo di partita
Mentre tecnici come Pep Guardiola chiedono panchine senza limiti per coinvolgere più giocatori, molti osservatori avvertono che la regola rischia di snaturare il calcio, togliendo spazio alla resistenza individuale e penalizzando le squadre più piccole. L’era delle cinque sostituzioni, nata per ridurre la fatica, potrebbe così trasformarsi nell’emblema di un calcio sempre più diseguale e frenetico.

