A poche settimane dal voto, la Campania si conferma una delle regioni più incerte d’Italia. L’ultimo sondaggio politico-elettorale realizzato dal Gallo Institute fotografa un quadro di sostanziale equilibrio tra Roberto Fico e Edmondo Cirielli, con una novità: il rafforzamento delle candidature civiche e la presenza di più poli capaci di sottrarre voti ai due principali schieramenti. Si presentano infatti, Giuliano Granato (Campania Popolare). Nicola Campanile (liste civiche), Carlo Arnese (Forza Del Popolo), Stefano Bandecchi (Dimensione Bandecchi).
Fico e Cirielli, duello aperto per la presidenza della Regione
Secondo la rilevazione, Roberto Fico, sostenuto dal centrosinistra, dal Movimento 5 Stelle e da varie liste civiche, resta in leggero vantaggio, il campo largo è stimato intorno al 53% ma il margine con Edmondo Cirielli, candidato del centrodestra, si è assottigliato rispetto ai mesi precedenti, essendosi stabilizzato intorno al 42,5%. Tutti gli altri complessivamente arrivano al 5%.
Il sondaggio segnala che Fico mantiene un forte consenso nell’area metropolitana di Napoli, dove il voto progressista resta prevalente, anche perché molto più noto sui social mentre Cirielli, esponente di Fratelli d’Italia, attrae l’elettorato moderato e quello di area produttiva, con picchi di consenso nel Salernitano.
Entrambi i candidati puntano su temi economici che poi sono le preoccupazioni degli elettori: Fico insiste sulla transizione verde, i diritti sociali e il lavoro giovanile, mentre Cirielli propone un piano di rilancio delle infrastrutture e di riforma sanitaria regionale, sostenuto dall’intero fronte del centrodestra.
Tutti gli scenari
Il “fattore De Luca” resta presente ma meno trainante, il 53% degli elettori valuta positivamente il governo uscente eppure si tratta di opinioni trasversali. Gli elettori di Fico, area M5S, si esprimono negativamente a differenza del 47% degli elettori di Cirielli che esprime giudizi positivi.
Tra le liste a sostegno di Fico, il Pd otterrebbe il 19,5%, un dato superiore al risultato del 2020, il Movimento 5 Stelle è stimato al 10,1%, dato quasi identico a quello ottenuto nelle precedenti Regionali. Seguono la lista A Testa alta, ispirata dal presidente uscente De Luca, col 6,5%, quindi Casa Riformista (già presente in Toscana) con il 5,5%, mentre le restanti quattro liste otterrebbero complessivamente il 12,8%, portando la somma dei partiti della coalizione al 54,4%.
Nel centrodestra FdI è stimata al 15%, poi c’è Forza Italia al 12,6%. La Lega è al 4,1% e perde l’1,5% rispetto alle precedenti regionali. Le altre cinque liste che sostengono Cirielli, otterrebbero complessivamente il 9,7%, portando la coalizione al 41,4%. I partiti collegati agli altri candidati sono nell’insieme stimati al 4,2%.
Indecisi e astensione, la vera incognita del voto
Come nelle precedenti rilevazioni, il sondaggio registra una quota elevata di indecisi e astenuti, superiore al 20%, che potrebbe determinare l’esito della competizione. Secondo il sondaggio, il 40% è certo di andare a votare, il 15% è in dubbio e come ormai accade da anni l’affluenza è in netto calo e si potrebbe aggirare intorno al 44%.
Il dato rispecchia una diffusa sfiducia nella politica, ma anche l’attesa di proposte concrete sui temi centrali: lavoro, sanità, ambiente e gestione dei fondi europei.

