È scattata all’alba un’operazione della Guardia di Finanza tra Bari e Foggia che ha portato all’arresto di sei persone accusate, a vario titolo, di scambio elettorale politico-mafioso, estorsione e detenzione illegale di armi. Le misure cautelari in carcere sono state eseguite dai militari del Gico del Nucleo Pef di Bari, con il supporto del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata, su disposizione della procura del capoluogo pugliese.
Tra gli indagati figura anche Nicola Bonasia, sindaco di Modugno, in provincia di Bari. L’indagine, coordinata dalla procura di Bari, ha svelato un presunto accordo tra esponenti del clan Parisi, attivo nel quartiere Japigia del capoluogo, e candidati alle elezioni comunali del 2020 a Modugno. Secondo gli inquirenti, il patto avrebbe garantito appoggi elettorali in cambio di denaro e favori, tra cui assunzioni promesse a membri del clan.
Le indagini hanno permesso di accertare che un candidato al Consiglio comunale, poi effettivamente eletto, avrebbe acquistato voti dai Parisi offrendo denaro e impegni a soddisfare le richieste della criminalità organizzata. Durante il ballottaggio, lo stesso esponente politico avrebbe fatto da intermediario per raccogliere ulteriori preferenze a favore del candidato sindaco poi eletto, oggi indagato ma non destinatario di misure cautelari.
Parallelamente, l’inchiesta ha portato alla luce una serie di episodi estorsivi messi in atto da un imprenditore del Foggiano ai danni di operatori agricoli, sfruttando la fama criminale di uno degli esponenti del clan Parisi.
L’operazione rappresenta un nuovo capitolo nella lotta contro le infiltrazioni mafiose nelle amministrazioni locali pugliesi. Gli inquirenti sottolineano che le indagini proseguono per delineare il ruolo e le responsabilità di ciascun indagato.

