Napoli, Conte ironico: “Il catenaccio? L’hanno imparato bene i tedeschi”

0
61
napoli
mn24.it

Un pareggio che lascia più di un rimpianto ma anche la consapevolezza di un gruppo che, nonostante le difficoltà, non molla di un centimetro. Antonio Conte, al termine di Napoli–Eintracht Francoforte, parla con la consueta franchezza davanti alle telecamere di Sky Sport. Il tecnico azzurro analizza la partita con il suo stile diretto, condito da un pizzico d’ironia:

“Una squadra tedesca ha imparato bene come si fa il catenaccio italiano. Prudenti? Diciamo un po’ troppo. Si parla tanto di calcio offensivo, di calcio europeo, e noi rispettiamo tutti. Ma se noi avessimo fatto una partita del genere in Germania, avrebbero parlato di calcio di vecchia epoca, di catenaccio e ripartenze. Massimo rispetto: diciamo che noi restiamo dei buoni insegnanti”.

Conte sorride amaramente, ma il messaggio è chiaro. Il suo Napoli ha provato a fare la partita, a dominare il campo e a creare occasioni, ma il gol è mancato. “Abbiamo avuto opportunità clamorose, dispiace non averle sfruttate — aggiunge — però non posso dire nulla ai ragazzi per l’impegno e per lo spirito che ci hanno messo. Stiamo finendo un ciclo di sette partite in poche settimane, cercando ogni volta di inventarci qualcosa di nuovo”.

Nel corso della gara, l’allenatore leccese ha anche sperimentato nuove soluzioni tattiche, confermando l’utilizzo di Elmas come play e promuovendo l’ingresso positivo di Noa Lang. “Ho deciso a un certo punto di non rischiare più — spiega Conte — e ho voluto gestire la partita inserendo Elmas in regia. Lang, negli ultimi minuti, mi è piaciuto molto. Dobbiamo continuare a lavorare: questo è un gruppo che non si risparmia mai, ma affronta ogni tre giorni sfide difficili. Non è semplice per nessuno, né per i giocatori né per lo staff tecnico o medico”.

Poi un passaggio sulle tante assenze che hanno complicato il percorso azzurro. “Non parliamo di chi non c’è — dice — altrimenti dovrei citare anche Lukaku. Non sarebbe giusto nei confronti di chi sta giocando. I ragazzi hanno assorbito la botta dell’infortunio di De Bruyne, ma a livello numerico siamo un po’ tirati, soprattutto a centrocampo. Ora dobbiamo inventarci nuove soluzioni, e anche Gilmour diventa fondamentale in questo contesto”.

Il tecnico azzurro si sofferma infine su un aspetto che ritiene cruciale: la gestione delle energie. “Quest’anno dobbiamo affrontare una situazione nuova, più complessa, e serve equilibrio anche fuori dal campo — sottolinea —. I calciatori non si allenano tutti allo stesso modo, bisogna gestirli bene sotto ogni punto di vista: medico, fisioterapico, di recupero. È un percorso che va costruito giorno per giorno”.

Conte, come sempre, guarda avanti con determinazione e realismo. “Io ascolto tutto con grande interesse — conclude — ma penso che i ragazzi abbiano dato tutto. Le occasioni ci sono state, e se avessimo segnato con McTominay o Højlund parleremmo di un’altra partita. Il Maradona saprà infiammarsi, ne sono certo. La nostra ambizione resta quella di crescere, di fare esperienza, perché stiamo affrontando una stagione più intensa e difficile. Puoi essere ambizioso quanto vuoi, ma la strada va percorsa: non c’è altro modo”.

Un’analisi lucida e appassionata, quella del tecnico salentino, che difende la squadra ma allo stesso tempo la richiama alla concretezza. Perché, come ripete spesso, “nel calcio contano le idee, ma alla fine bisogna saperle trasformare in vittorie”.