Omicidio Nappo a Boscoreale, agguato di camorra: lo dice la Dda. L’omicidio di Pasquale Nappo, il 18enne ucciso in piazza Pace, assume contorni sempre più inquietanti. Secondo la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, guidata dal procuratore capo Nicola Gratteri insieme al pm Valentina Sincero e all’aggiunto Sergio Ferrigno, non si sarebbe trattato di una reazione impulsiva, ma di un vero e proprio agguato mirato, maturato nel contesto della guerra per il controllo delle piazze di spaccio nella zona vesuviana.
Gli inquirenti ritengono che Giuseppe Esposito e Antonio Abbruzzese, i due giovani di Torre Annunziata arrestati per l’omicidio, abbiano pianificato il raid con freddezza. Le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata puntano infatti a ricostruire i loro movimenti prima e dopo la sparatoria. Subito dopo il delitto, i due si sarebbero cambiati d’abito e avrebbero trascorso la notte nei locali di Chiaia, a Napoli, nel tentativo di sviare le indagini.
Un comportamento che contrasta con l’immagine di due ragazzi “pentiti” e “spaventati” descritta dalla difesa. Inoltre, l’arma del delitto — una pistola calibro 7,65 — non è stata ancora ritrovata, e i due indagati non hanno fornito alcuna indicazione utile al suo recupero.
Omicidio Nappo: la piazza e la faida sotterranea
Piazza Pace, nel cuore di Boscoreale, è da tempo una zona sensibile per le forze dell’ordine, crocevia di giovani, ma anche terreno conteso tra bande legate ad ambienti criminali. Negli ultimi mesi, la tensione è cresciuta a causa della spartizione delle aree di spaccio e di una serie di scontri tra gruppi rivali.
In questo scenario si inserisce l’omicidio di Pasquale Nappo, che per gli inquirenti potrebbe essere stato un messaggio di vendetta o un avvertimento nell’ambito di una faida giovanile di camorra. Un contesto ancora più drammatico se si considera che il fratello maggiore della vittima, Antonio Nappo, si trova in carcere dalla scorsa estate per traffico di droga: era stato fermato su un traghetto per la Sicilia con un ingente quantitativo di stupefacenti nascosto in una valigia.
Le indagini della Dda
Nei confronti di Esposito e Bruzzese è stato emesso un decreto di fermo per omicidio aggravato dalla premeditazione e dalle modalità mafiose. La Procura Antimafia di Napoli, in collaborazione con i carabinieri di Torre Annunziata, sta ora raccogliendo elementi decisivi: analisi dei filmati, testimonianze e riscontri scientifici.
Solo nelle prossime ore sarà possibile capire se la versione dei due indagati — quella di una “reazione improvvisa” — riuscirà a reggere di fronte alle prove raccolte dagli investigatori. Intanto, Boscoreale resta sotto choc: una piazza insanguinata e due ragazzi poco più che maggiorenni diventati protagonisti di una spirale di violenza che sembra non avere fine.

