Tragedia nel cuore di Roma. Una parte della Torre dei Conti, storica costruzione medievale situata in Largo Corrado Ricci, all’incrocio con via dei Fori Imperiali, è crollata nella mattinata di oggi travolgendo alcuni operai impegnati nei lavori di restauro. Secondo quanto emerso, un operaio è ancora intrappolato sotto le macerie, mentre altri tre sono stati tratti in salvo dai soccorritori; uno di loro è ricoverato in codice rosso all’ospedale San Giovanni con gravi politraumi.
Sul posto sono intervenuti immediatamente vigili del fuoco, polizia e carabinieri del Comando di Piazza Venezia e della Compagnia Roma Centro, che hanno transennato l’area per motivi di sicurezza. Presenti anche il sindaco Roberto Gualtieri e i tecnici della Asl e del Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri. Poco dopo l’arrivo dei soccorsi si è verificato un secondo cedimento, fortunatamente senza ulteriori feriti.
L’intera zona dei Fori Imperiali è stata isolata per consentire le operazioni di ricerca e messa in sicurezza. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo d’indagine per lesioni colpose, e verrà disposta una consulenza tecnica per ricostruire le cause del crollo e accertare eventuali responsabilità. Secondo le prime informazioni, i lavori sulla torre erano finanziati con fondi del Pnrr, nell’ambito del programma “Caput Mundi”, destinato al restauro e alla valorizzazione dei beni culturali della Capitale.
La Torre dei Conti, nota anche come Torre Maggiore o Torre Secura, risale al IX secolo e rappresenta uno dei più significativi esempi dell’architettura medievale romana. Fu costruita da Pietro dei Conti di Anagni sui resti di una delle quattro esedre del Tempio della Pace fatto erigere dall’imperatore Vespasiano. Nei secoli subì ampliamenti e restauri, in particolare nel 1203, quando Papa Innocenzo III la fece sopraelevare e rivestire con lastre di travertino provenienti dai Fori Imperiali. Originariamente superava i 50 metri di altezza, ma venne ridotta a 29 dopo una serie di terremoti tra il 1348 e il 1644.
La torre, che il poeta Francesco Petrarca definì “unica al mondo”, fu nei secoli simbolo del potere ecclesiastico e rifugio per le famiglie baronali romane. Durante il Ventennio fascista fu donata da Benito Mussolini alla Federazione nazionale degli Arditi d’Italia, che la utilizzò fino al 1943. All’interno ospita ancora oggi il Mausoleo degli Arditi, dove è sepolto il presidente della federazione Alessandro Parisi.
Il crollo odierno ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dei cantieri e sulla manutenzione dei monumenti storici di Roma. Le autorità stanno ora cercando di capire se le cause del cedimento siano legate a errori strutturali, problemi nei lavori di consolidamento o alla fragilità della struttura millenaria.
La Torre dei Conti, gioiello dell’architettura medievale romana e testimone della storia della città, diventa così teatro di una nuova tragedia che unisce alla perdita culturale anche il dramma umano di chi vi lavorava per restituirle il suo antico splendore.

