Marco Guida spegne le polemiche sugli arbitri: perfetto in Milan – Roma

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Si parla spesso degli arbitri quando sbagliano, molto meno quando dirigono con autorità, lucidità e competenza. Eppure, ogni tanto, è giusto invertire la prospettiva.
Nella serata di Milan–Roma, big match della giornata di Serie A, Marco Guida, fischietto internazionale di Torre Annunziata, ha offerto una prestazione maiuscola, restituendo equilibrio e credibilità a una categoria finita di recente al centro delle polemiche.

Una gara difficile, tesa, densa di episodi e nervosismi. Ma Guida ha gestito tutto con la sicurezza dei grandi direttori di gara, confermandosi tra i migliori arbitri italiani. Sempre vicino all’azione, comunicativo ma deciso, capace di interpretare i momenti della partita con sensibilità e autorevolezza.


Una direzione senza sbavature

Già nei primi minuti, l’arbitro campano ha mostrato il suo stile chiaro: lasciar giocare, ma con fermezza nei momenti decisivi.
Al 5’, De Winter interviene su Dybala in area: contatto dubbio, ma Guida legge perfettamente l’azione. L’argentino cade dopo aver perso il controllo del pallone, il difensore tocca prima la sfera e l’arbitro lascia correre. Decisione corretta, confermata anche dal VAR.

Al 25’, ancora un episodio con protagonista De Winter, stavolta su El Aynaoui: leggero contatto in area, ma senza alcuna infrazione. Guida è vicino, vede tutto e lascia proseguire. Nessuna protesta, segno di una gestione accettata dai giocatori.

Al 34’ arriva il primo giallo della gara, inevitabile: El Aynaoui stende Saelemaekers, lanciato in ripartenza. Fallo tattico, cartellino sacrosanto.


Il rigore e la gestione del finale

L’episodio chiave arriva all’80’: punizione di Pellegrini, Fofana salta con il braccio largo fuori dalla figura. Il tocco è netto, rigore giusto, fischiato in presa diretta.
Guida decide di non ammonire il giocatore, già sotto diffida, applicando correttamente il regolamento: non c’è volontarietà, quindi niente secondo giallo.
Una scelta equilibrata e coerente, da arbitro esperto, che conosce il peso di ogni decisione in partite così cariche di tensione.

Il penalty, poi, viene neutralizzato da Maignan su Dybala, ma la lucidità di Guida non cambia fino all’ultimo minuto, mantenendo sempre il controllo della gara.


Un segnale per tutta la classe arbitrale

In un periodo in cui il mondo del calcio italiano è attraversato da polemiche e discussioni sugli errori arbitrali, la prestazione di Marco Guida assume un significato simbolico.
L’arbitro di Torre Annunziata, tra i più esperti e rispettati del panorama nazionale, ha dimostrato che professionalità, preparazione e calma possono ancora essere la risposta migliore alla pressione del campo e all’esasperazione del dibattito.

Una direzione esemplare, senza forzature e senza protagonismi, ma con la sicurezza di chi conosce a fondo il mestiere e sa come tenere in pugno una partita di alto livello.


Dalla sua Torre Annunziata all’Europa

Guida, 43 anni, internazionale dal 2014, rappresenta oggi uno dei punti di riferimento del movimento arbitrale italiano.
La sua crescita costante e la capacità di leggere le situazioni con lucidità lo hanno portato a guadagnarsi il rispetto di calciatori, tecnici e colleghi. Ieri sera, al “Meazza”, ha dato un esempio chiaro di cosa significhi arbitrare con equilibrio e coraggio.