Scafati: polemiche su pacchi alimentari e Social Card

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Il Pd chiede chiarezza al Comune sulla gestione degli aiuti alle famiglie in difficoltà. Malcontento tra gli esclusi dal sussidio

A Scafati si accende il dibattito sulla distribuzione dei pacchi alimentari e sulla Social Card 2025. Le polemiche non mancano e il clima politico si fa teso. Il Partito Democratico, con i consiglieri comunali Michele Grimaldi e Francesco Velardo, ha presentato un’interrogazione ufficiale al sindaco Pasquale Aliberti e alla giunta comunale per ottenere trasparenza sulla gestione degli aiuti destinati alle famiglie in difficoltà economica.

«Vogliamo capire con precisione come vengono scelti i beneficiari e in che modo vengono consegnati i pacchi alimentari – ha dichiarato Michele Grimaldi, capogruppo del Pd a Palazzo Mayer – perché parliamo di risorse pubbliche che devono raggiungere chi ne ha davvero bisogno. La trasparenza è un dovere, non un optional».

Sulla stessa linea il consigliere Francesco Velardo, che sottolinea l’importanza dei controlli: «È fondamentale sapere che le famiglie ricevano effettivamente ciò che spetta loro. Non basta distribuire i pacchi, bisogna garantire tracciabilità e correttezza in ogni fase».

I due esponenti del Pd chiedono al Comune informazioni dettagliate sulle procedure adottate, sui criteri di selezione dei beneficiari, sui controlli effettuati e su eventuali criticità riscontrate negli ultimi anni. L’obiettivo è assicurare che gli aiuti arrivino realmente a chi ne ha diritto e che ogni passaggio sia verificabile.

Intanto monta anche la polemica sulla Social Card 2025, il sussidio statale del valore di 500 euro erogato una tantum a circa un migliaio di famiglie scafatesi. Diverse persone escluse dal beneficio lamentano presunte irregolarità nei criteri di selezione e chiedono chiarimenti sui parametri adottati. Il malcontento è esploso dopo la pubblicazione sul sito istituzionale del Comune della graduatoria degli aventi diritto, completa di certificazione Isee.

«Famiglie monoreddito e con figli piccoli sono rimaste escluse, è una vergogna», denunciano alcuni cittadini, chiedendo spiegazioni all’amministrazione. «Il sindaco chiarisca i criteri adottati, anche se sappiamo che il Comune non ha responsabilità dirette, poiché i dati vengono forniti dall’Inps».

Per fugare ogni dubbio, il Comune di Scafati ha diffuso una nota ufficiale nella quale ricorda i criteri di selezione previsti per la Social Card 2025. Il contributo, si legge, non è destinato ai nuclei familiari che già percepiscono altre forme di sostegno economico, come l’Assegno di inclusione, il Reddito di cittadinanza, la Carta acquisti o misure regionali e comunali simili. Sono esclusi anche i nuclei in cui almeno un componente riceve indennità Naspi o altri fondi di solidarietà per l’integrazione del reddito.

L’amministrazione comunale sottolinea di aver agito nel pieno rispetto delle direttive ministeriali e ribadisce che la gestione delle graduatorie è di competenza nazionale. Tuttavia, il caso continua a far discutere in città.

Il Pd, attraverso i suoi rappresentanti, chiede che il Comune faccia piena luce anche sulla distribuzione dei pacchi alimentari mensili, destinati alle famiglie più fragili. L’obiettivo dichiarato è quello di garantire correttezza, equità e trasparenza in un ambito delicato, dove ogni decisione incide direttamente sulla vita quotidiana di molte persone.

A Scafati, il tema degli aiuti sociali resta dunque al centro del confronto politico e civico, tra richieste di chiarimenti, malumori e la necessità di ristabilire fiducia nelle istituzioni e nelle procedure di sostegno alle famiglie in difficoltà.