Pagani ricorda Antonio Esposito Ferraioli con un murales: parla l’artista Donato Lorusso

0
197

di Marco Visconti

Stamattina Pagani ha ricordato Antonio Esposito Ferraioli, cuoco e sindacalista della Cgil ucciso dalla camorra nel 1978, con una giornata di iniziative promosse da Libera, Cgil, Spi-Cgil, Fondazione Pol.i.s. e Agesci.Per l’occasione è stato inaugurato il murales dedicato al sindacalista vittima di mafia. Ai nostri microfoni ha parlato l’artista Donato Lorusso, autore dell’opera.

Ha realizzato quest’immagine forte di Antonio Esposito Ferraioli. Mentre creava l’opera, cosa sentiva?

Sicuramente sentivo i brividi, perché ho conosciuto indirettamente Ferraioli tramite le parole commosse di amici e familiari, che mi hanno fermato mentre scendevo dal cestello, dopo una pausa dal lavoro. Ho vissuto questi 13 giorni in modo intenso.

Ho visto, infatti, che era oggetto alle intemperie. Nonostante tutto ha lavorato?

“Sì, quando dipingo non penso a niente. Non mangio, delle volte.L’arte per me diventa un bisogno fisiologico.Ho lavorato in media 13-14 ore al giorno“.

Donato Lorusso.

Quali materiali ha utilizzato per realizzare questo murales?

“Io lavoro a pennello. Sono quarzi da esterno, che di solito vengono utilizzati per tinteggiare le facciate”.

Perché è stato chiamato lei e non qualcun altro?

“Io non so il motivo, però lo immagino.Ho avuto la possibilità, nella mia città Altamura, di dipingere un’altra vittima di mafia, un ragazzo che si chiamava Domenico Martinucci, che si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato.Ho anche sentito ultimamente la sorella in un’intervista che diceva: “Non si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato, ma è stato sbagliato il contesto”. Lui è stato vittima di un’esplosione di stampo mafioso all’interno di una sala giochi. Avendo raffigurato lui, forse sono stato chiamato per questo dai committenti”.

Che he sensazione ha avuto nel vedere che, accanto al suo murales, c’è quello di Jorit?

Sicuramente sono stato entusiasta di questo. È un nome di spessore, ma l’ho vissuto in modo naturale.Per me è fisiologico dipingere: l’importante è che io possa farlo.

Com’è stato accolto a Pagani?

Benissimo. Siete una città calorosa.