Campania ultima per i servizi contro le dipendenze

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mn24.it

La Campania è fanalino di coda a livello nazionale nell’organizzazione dei servizi di primo livello per le dipendenze. È quanto emerge dai dati diffusi dalla Fondazione Gimbe durante il 14esimo congresso nazionale Federserd, dedicato alla prevenzione e alla cura delle dipendenze.

Secondo l’analisi, il sistema italiano presenta forti disomogeneità territoriali, con servizi “a macchia di leopardo” e personale insufficiente. A livello nazionale, il 10% degli accessi in pronto soccorso per dipendenze riguarda minorenni, mentre il 69% dei ricoveri si concentra nel Nord Italia. «Serve una riorganizzazione nazionale – ha dichiarato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – non più iniziative spot».

La ricerca, basata sui dati della Presidenza del Consiglio e sul rapporto Oised-Crea, evidenzia che nel 2024 sono stati censiti 198 servizi di primo livello, di cui soltanto il 22% pubblici. Il tasso medio nazionale è di 0,4 servizi ogni 100mila abitanti tra i 15 e i 74 anni, ma in Campania – insieme a Calabria e Puglia – la media scende a 0,1.

Per quanto riguarda i servizi ambulatoriali, che offrono percorsi terapeutici, riabilitativi e di sostegno psicologico, in Campania il tasso è di 1,5 per 100mila abitanti, inferiore alla media nazionale (2,6) e penultimo in Italia, davanti solo a Lazio e Bolzano.

«Paghiamo il prezzo di un immobilismo normativo e organizzativo – ha aggiunto Cartabellotta –. I servizi per le dipendenze sono frammentati, disomogenei e sottodimensionati. L’efficacia dipende spesso dalla buona volontà di operatori e professionisti più che da una reale programmazione».

Un quadro preoccupante, che conferma la necessità di interventi strutturali per garantire equità di accesso alle cure e tutelare la salute pubblica, soprattutto tra i più giova