Ponte sullo Stretto, Salvini: Il ponte si farà

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Ponte sullo Stretto, Salvini: Il ponte si farà. «Sono tranquillo e determinato». Matteo Salvini, ministro dei Trasporti e vicepremier, esce da Palazzo Chigi dopo una riunione d’urgenza convocata dalla premier Giorgia Meloni sul caso del Ponte sullo Stretto. L’incontro, durato un’ora e mezza, arriva all’indomani della decisione della Corte dei Conti di negare il visto di legittimità alla delibera del Cipess relativa al progetto. Ma il leader della Lega non si lascia scoraggiare: «Nessuno scontro tra poteri, e spero che non siano vendette per la giustizia. Abbiamo rispettato tutte le norme», dichiara, assicurando che i lavori partiranno tra gennaio e febbraio.

Il ministro spiega che ai primi di dicembre verrà convocato un Consiglio dei ministri «per rispondere punto su punto» ai rilievi dei magistrati contabili. E ribadisce: «Il Ponte non è mio, non è della Lega, è degli italiani. È un’opera che creerà lavoro e sviluppo, che unirà Sicilia e Calabria».

Ponte sullo Stretto: la posizione del Governo

La linea del governo è chiara: anche con il parere negativo della Corte, l’esecutivo può decidere di andare avanti. La legge prevede infatti che, in caso di rifiuto della registrazione, il Consiglio dei ministri possa deliberare la prosecuzione dell’atto per “ragioni di pubblico interesse superiore”.

A confermarlo è Matilde Siracusano, sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento e deputata di Forza Italia: «Altro che game over. Il governo potrà assumersi la responsabilità politica di superare i rilievi della Corte. Se il Consiglio dei ministri confermerà la necessità dell’atto, la Corte dovrà registrarlo con riserva».

Dalla maggioranza arriva pieno sostegno a Salvini, anche se non mancano voci più caute. Il sottosegretario al Mit Tullio Ferrante parla di «opposizione giudiziaria inammissibile», mentre Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia denuncia «un’invasione di campo». Più prudente invece Paolo Barelli di Forza Italia: «La Corte ha fatto il suo lavoro. Se serviranno chiarimenti, saranno forniti».

Il governatore del Veneto, Luca Zaia, difende l’azione del ministro: «Fa bene a difendere le sue opere».

Ma la reazione della magistratura contabile non si fa attendere. La Corte dei Conti, in una nota, precisa che la decisione si basa «su profili strettamente giuridici» e non su valutazioni di merito, sottolineando che «la critica è legittima, ma deve svolgersi nel rispetto dei magistrati».

Dura la risposta del fronte dell’opposizione. Il Pd parla di «reazione scomposta» del governo. Andrea Casu denuncia in Aula «una volontà di porsi al di sopra della legge», mentre Francesco Boccia accusa Salvini di «insofferenza verso ogni forma di controllo».

Anche il Movimento 5 Stelle attacca. La senatrice Barbara Floridia parla di «delirio di onnipotenza» e chiede al ministro di «togliere il disturbo». Il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, definisce «inaccettabile» che il progetto possa andare avanti «nonostante le irregolarità».

E mentre l’Associazione nazionale magistrati esprime solidarietà ai giudici contabili, Carlo Calenda invita alla calma: «Il governo aspetti le motivazioni prima di attaccare la Corte».

Ora l’esecutivo prepara la contro-mossa. Entro dicembre, il Consiglio dei ministri potrebbe deliberare il superamento del parere negativo, consentendo di far partire i cantieri entro febbraio. Salvini non arretra: «Non ci fermiamo. Questo Ponte si farà».